Rapporto ASviS e Salone della CSR e IS

Il punto del Direttore

 

E’ stata una settimana speciale per tutti coloro che si occupano di sostenibilità: IL SALONE DELLA CSR in Università Bocconi a Milano (2 e 3 ottobre) e la presentazione a Roma del Rapporto ASviS (4 ottobre ) sul tema “L’ITALIA E GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE.

Due considerazioni importanti: l’intervento di Giovannini – portavoce di ASVIS – che in dettaglio ha mostrato quanto è lontana la consapevolezza della PA ed in particolare del Governo alle tematiche della sostenibilità e della RSI. Il Ministro Tria ha preso l’impegno di intervenire ove è possibile per modificare il trend attuale ed inserire gli obiettivi della Agenda ONU 2030 all’interno della filiera della programmazione del governo.

La seconda considerazione riguarda i media ed il loro silenzio. Rare eccezioni. La sostenibilità, che è pur entrata nel mondo della pubblicità a piccoli passi ma in modo crescente, nei convegni se ne parla, però alcuni media di massa come la Televisione non hanno previsto nei loro palinsesti alcun contenuto.

Come è possibile una modifica sostanziale di comportamenti, di azioni innovative e di sviluppo senza una significativa informazione della Agenda ONU 2030 attraverso media di massa?

Bastano quei documentari e articoli sulla dispersione delle acque, o sull’economia circolare?

Bastano le sparute testimonianze di persone ed imprenditori virtuosi che compaiono ogni tanto nella cronaca?

Bastano piccole modifiche comportamentali e di programma – aver fatto il Bilancio Sociale ad esempio – per indicare un cambiamento di passo e di atteggiamento?

Nel mondo della comunicazione, nel mondo della politica ai massimi livelli, all’interno della programmazione economica di molte grandi e medie aziende, l’assenza di progetti, di programmi e di sensibilità per lo sviluppo sostenibile è un segno ulteriore della assenza di sensibilità per il progresso civile ed umano. Abbiamo pochi anni per invertire l’attuale tendenza: ora orientata al breve periodo quando occorre una visione del futuro per accendere processi e cambiamenti che daranno frutto buono senza fretta.  Buon frutto per noi e soprattutto per la nuova generazione.

 

di Bruno Calchera

 

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