Il Papa, l’Economia Sostenibile, ed il Futuro

Il punto del Direttore

 

 

 

Vorrei riprendere alcune parole di Papa Benedetto XVI  nella sua enciclica “Caritas in Veritatis”in cui mostra quanto la Chiesa sia al di sopra di ogni convinzione religiosa.

La sua attenzione è agli stakeholder, rappresentati da lavoratori, mercato Istituzioni, nell’ambiente e nella finanza. Egli dice:

” Lo sviluppo umano nel nostro tempo, fuorviato dall’esclusivo obiettivo del profitto senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere il progresso. (…) “C’è bisogno di una nuova sintesi umanistica.” (…)  perché ” lo sviluppo infatti è policentrico” (…) e la logica mercantile “va finalizzata al perseguimento del bene comune di cui deve farsi carico anche e soprattutto la comunità politica.”

Egli prosegue. “rispondere alle esigenze morali più profonde delle persone ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico. L’economia infatti ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non un etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona”.

E sulla tecnologia osserva:” Essa risponde alla stessa fatica di migliorare le condizioni di vita.(…) e alla stessa vocazione del lavoro umano: nella tecnica, vista come opera del proprio genio, l’uomo riconosce se stesso e realizza la propria umanità. La tecnica è l’aspetto oggettivo dell’agire umano, la cui origine e ragion d’essere sta nell’elemento soggettivo: l’uomo che opera. Per questo la tecnica non è mai solo tecnica. Essa manifesta l’uomo  e le sue aspirazioni allo sviluppo, esprime la tensione dell’animo umano al graduale superamento di certi condizionamenti materiali.”  (…) Il rischio  è che lo sviluppo tecnologico possa indurre alla autosufficienza della tecnica stessa quando l’uomo interrogandosi, solo sul come, non considera i tanti perché dai quali è spinto ad agire”(…)

Da qui nasce la necessità e l’urgenza di una rinnovata formazione alla responsabilità etica nell’uso della tecnica.
(tratto da Responsabilità Sociale d’Impresa, di Giovanni Castellani,  Ed. Maggioli, ,2015 – pagg. 119,120)

 

La sostenibilità infatti non ha senso e non potrà tracciare uno scenario di vita utile e buona per il presente ed il futuro, per i presenti e per le giovani generazioni senza la consapevolezza di una Responsabilità tesa alla persona umana integrale.

Anzi è proprio la Responsabilità la leva per avviare i processi di Sostenibilità. In qualunque caso.

Che si cammini con uno sguardo alla persona che vive e che vivrà è la tensione di uomini veri. I costruttori di Cattedrali, come lo furono gli antichi medioevali – non erano secoli bui quelli –  cambiarono la civiltà barbara e distruttiva attraverso cultura e bellezza e un animo sociale solidale – per quanto ne capivano – infine inventavano, usavano, e operavano con la consapevolezza di non essere i padroni del loro destino e del mondo in cui vivevano.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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1 Comment
  1. Emanuele arghenini 24 Marzo 2019 at 20:32 - Reply

    Sottoscrivo al 100 x 100!Complimenti

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