Non una galassia lontana. Non un corpo estraneo e nemmeno un settore di nicchia dell’economia. Il mondo non profit rivendica il suo ruolo chiave nello sviluppo del Paese e lo fa da un palco d’eccezione: il Forum Ey sul Terzo settore. Se c’è un filo conduttore che lega insieme le diverse tavole rotonde dell’evento, organizzato il 4 luglio a Milano, è la voglia di associazioni, onlus e ong di «uscire dall’angolo» e dimostrare che anche chi fa del bene può creare valore aggiunto e attrarre investitori.

I numeri per farlo, del resto, ci sono tutti. Secondo l’Istat nel 2015 le istituzioni non profit attive in Italia erano oltre 336mila, l’11,6 per cento in più rispetto al 2011. Stiamo parlando di realtà che complessivamente impiegano 5,5 milioni di volontari e 788 mila dipendenti.

Certo, per far evolvere una simile macchina servono gli strumenti adatti. Ed è su questo aspetto che si sono concentrati gli interventi dei relatori. Per Donato Iacovone, ad di Ey Italia, bisogna lavorare su tre fronti in contemporanea: superare la mancanza di collaborazione tra gli enti, sfruttare la tecnologia e comunicare meglio i progetti. «Una buona strategia – suggerisce – per risolvere gli ultimi due punti è favorire l’ingresso dei giovani nelle organizzazioni. Sono entusiasti,portano idee fresche e innovazione in quanto nativi digitali». Il passo più difficile resta invece superare i particolarismi. «Penso, ad esempio, al caso dell’autismo. In Italia si fa molto ma manca ancora un network esteso tra famiglie e associazioni. Una rete attraverso cui sia possibile condividere le best practice. Chiamiamo esperti dall’estero, a costi enormi, quando in realtà basterebbe sviluppare le competenze in loco, lavorando all’unisono».

Per mettere insieme le tessere del mosaico il forum ha raccolto anche gli spunti portati alla luce nei 7 workshop realizzati da Ey durante l’anno.

Tra i temi il bisogno di favorire le capacità imprenditoriali di ong, onlus e fondazioni. Paolo Venturi, direttore di Aiccon, ha ribadito: «Va creata una terra di mezzo tra socialità e imprenditorialità nella consapevolezza che non bastano intenzioni buone per garantire risultati buoni». Ed è per questo che il mondo non profit deve superare i vecchi schemi dell’assistenzialismo puro e abbracciare la logica d’impresa.

Una logica che gira intorno ai concetto di «efficienza» e «ottimizzazione delle risorse». Come spiegato da Giuseppe Bruno, vice presi dente del Gruppo Cooperativo CGM: «Fare impresa sociale significa operare costruendo nuovi paradigmi, capaci di scardinare gli stereotipi sul “vecchio mondo del sociale”, perché si mette al centro la capacità di costruire valore economico sotto forma di ricchezza diffusa». Un’economia generativa quindi capace, tra i tanti impatti positivi, di creare posti di lavoro a partire dalla domanda di sostenibilità.

«Il tema – racconta Alessandro Beda, consigliere delegato di Fondazione Sodalitas – investirà complessivamente l’occupazione giovanile. Nelle professioni di sostenibilità aziendale, l’offerta sarà in crescita esponenziale. Oggi la questione ha toccato non più del 10% delle imprese italiane. Domani coinvolgerà tutti i ruoli all’interno delle imprese».

Meno ottimista Mario Calderini, professore del Politecnico e direttore del centro studi Tiresia, che ha ricordato come l’evoluzione comporti anche la distruzione. «Dobbiamo capire quale parte dell’economia del Terzo settore morirà. In breve, quale sarà il prezzo da pagare per realizzare la sostenibilità al tempo della rivoluzione digitale».

Calderini ha poi criticato l’attuale finanza sociale, spesso utilizzata dalle realtà profit per farsi pubblicità e vendere al pubblico l’immagine di azienda virtuosa. «Un modello simile – conclude – non serve perché confina la sostenibilità a un atto laterale. Va messo al centro. La buona notizia è che le nuove generazioni iniziano a farlo. Lo vedo con i miei studenti, i corsi di ingegneria gestionale legati alla sostenibilità hanno raddoppiato gli iscritti».

di Diana Cavalcoli

(da BuoneNotizie – L’impresa del bene – Corriere della Sera del 17 luglio 2018)

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