Il punto del Direttore

Dopo COP26 la delusione è stata grande per il mancato accordo tra le nazioni, soprattutto quelle che più erano responsabili dell’inquinamento dell’atmosfera attraverso l’uso indiscriminato del carbone come fonte energetica. Cina ed India quelle incriminate.
E’ accaduto in questi ultimi tre mesi un fatto importante: di colpo sono venute a mancare risorse minerarie importanti e i prezzi hanno cominciato a salire.
La transizione energetica necessaria per invertire la tendenza che genera il degrado climatico non pare abbia avuto una partenza felice.
Se da una parte v’è la conclamata constatazione che la tecnologia è indispensabile per ogni cambiamento, dall’altra si è notato un venire meno di risorse minerarie ed energetiche che hanno bloccato, se non fermato lo sviluppo sostenibile.
La domanda che ci si pone è anche questa: al di là del carbone come protagonista della mancata sanificazione dell’aria e dei cambiamenti climatici, è possibile che altri fattori impediranno una accelerazione per mantenere gli obiettivi 2030-2050?
C’è qualche fattore extra che sfugge al pensiero comune?

Alcuni dati di cronaca oggi:

  • Da settimane si assiste ripetutamente al sorvolo di Taiwan da parte di aerei militari cinesi;
  • In queste ore è previsto un colloquio tra Putin e Joe Biden perché l’Ucraina è minacciata dall’invasione sovietica;
  • La Siria da anni è sempre in guerra: che sia guerra civile o guerra anti ISIS, Iraq e indirettamente con altri paesi dell’area;
  • Sempre l’instabilità dell’Africa, di molti governi, segnalano pressioni e accordi con grandi potenze;
  • Chiusura di fabbriche di elettrodomestici, di aziende manifatturiere ecc.

Ecco allora alcune considerazioni sulla difficoltà di realizzare l’Innovazione sostenibile

  • I CHIPS
    Forse non tutti sanno che il 60% dei Chips è fabbricato a Taiwan e sempre a Taiwan è concentrato il 53% dell’assemblaggio. Mentre la Corea del Sud è impegnata solo per il 19%.

Se ne deduce che Taiwan e Corea producono circa l’80% dei chips in circolazione nel mondo

  • TERRE RARE
    Così vengono definiti i territori che vantano l’esistenza di preziosi metalli necessari per la prodizione di Elettrodomestici, Tablet, PC, Telefoni, Materiali elettromedicali, Radar, Sonar, ecc…
    I metalli delle terre rare sono 17: Lantanio, Cerio, Disprosio, Erbio, Europio, Gadolinio, Olmio, Lutezio, Neodimio, Praseodimio, Promezio, Samario, Scandio, Terbio, Tulio, Itterbio, Ittrio.
    Wikipedia chiama questi metalli: Quelli delle nuove tecnologie per antonomasia!

Per risolvere i problemi mondiali non occorrono milioni di tonnellate di questi metalli: ad oggi basterebbero 210 mila tonnellate per soddisfare la richiesta globale, ne occorrono 61 milioni di tonnellate per l’alluminio. Non manca poi l’alto inquinamento per la separazione dei metalli nelle terre rare.
Dove sono le Terre Rare?
Il 90% è in Cina, l’1,3% in Russia, meno dell’1% negli Stati Uniti e poche percentuali in alcune zone asiatiche (Malesia) ed Africa.

  • GAS
    I Gasdotti che partono dall’Asia passano per la Russia e alcuni per l’Ucraina.
    Il territorio russo vede il passaggio di più gasdotti e in più occasioni ha frenato l’erogazione soprattutto all’Ucraina.
  • ACQUA
    E’ origine di molte guerre locali. La siccità in Siria ha distrutto le produzioni agricole al 90% e la guerra civile e le molte guerre con i paesi confinanti sono provocate dalla assenza di acqua. Qui possiamo aggiungere sprechi e inquinamenti per ritenere l’Acqua un bene a rischio in tante parti del mondo.

La sostenibilità passa attraverso questo scenario geografico, sociale e politico.
Non si è assolutamente sereni in ogni caso: da una parte c’è da ricostruire una mentalità culturale sensibile – qui Greta potrebbe alzare la voce anche verso i Bla Bla di Cina e Russia ed anche USA – e molto meno verso l’Europa che dipende per il 98% sia per Terre rare, sia per Chips, ed essere meno generica.
Anche l’informazione non fa sintesi – a) si occupa oggi di USA-Ucraina-Russia.
Stranamente b) nota gli aerei cinesi su Taiwan senza porre il tema del perché.
Infine c) di Terre Rare non ci sono notizie.

Siamo convinti che le risorse per l’innovazione NON ci sono del tutto e che ogni progetto, se vuole essere realista, deve fare i conti con la realtà e con politiche di alcuni stati propensi a riproporre il grande gioco dell’essere i padroni del mondo.
Una parola in più sulla Cina: vediamo i commercianti cinesi in Europa e come si muovono: sappiamo che le loro importazioni sono spesso irregolari, nessuna azione politica è stata intrapresa dall’Europa contro la Cina.
Già sono i padroni del mondo?

Bruno Calchera
Direttore Responsabile


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