Il Bilancio Sociale di Uscita di Sciurezza

Il settore dei servizi alla persona è attraversato, in questi anni, da profondi mutamenti che riguardano sia gli attori e le dinamiche di mercato, sia i fabbisogni di cura delle persone.

In questo complesso scenario possiamo evidenziare alcuni elementi che toccano più da vicino il mondo della cooperazione sociale, ponendolo di fronte a nuove sfide: innanzitutto, il lieve ma costante incremento, registrato negli ultimi dieci anni, della spesa sanitaria privata, che nel 2015 ha raggiunto il 23,1% della spesa sanitaria complessiva (dati Rapporto “OASI”, CERGAS Bocconi): un’ampia fascia di mercato che può rappresentare un potenziale ambito di sviluppo anche per il terzo settore, se dimostra di essere capace di innovare e di far crescere al proprio interno nuove competenze.

Una dinamica simile si registra anche nel comparto socio-sanitario e, in particolare, in relazione alla sfera dell’assistenza agli anziani non autosufficienti: il “V Rapporto sull’Assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia”, pubblicato nel 2015 dal “Network per la non autosufficienza”, rileva che nel periodo preso in esame i cittadini italiani di età uguale o superiore ai 65 anni costituiscono il 21% della popolazione (13,2 milioni di anziani); di questi, la metà (6,6 milioni) possiede più di 75 anni.

Deriva da tale quadro un incremento significativo del fabbisogno di servizi per la long term care, a fronte del quale si registra un arretramento del sistema assistenziale pubblico e una riduzione della funzione di caregiving fino ad ora svolta dalle reti familiari, sempre più spesso mononucleari e composte da persone di età media in costante aumento.

Si assiste quindi, anche in questo caso, ad una crescita del mercato privato dei servizi assistenziali per la non autosufficienza, fenomeno con cui il mondo della cooperazione sociale dovrà necessariamente confrontarsi. A questo scenario fa da corollario, infine, la Riforma del terzo settore, giunta ormai in fase attuativa, orientata verso un modello di impresa sociale di mercato in grado di attrarre capitali pubblico-privati e dotato di innovativi strumenti finanziari dedicati. In sostanza, dalla vecchia logica dello “Stato/Terzo pagante” dei servizi ci si sta muovendo verso un nuovo paradigma culturale ed economico, nel quale gli attori del mondo non profit sono chiamati a ripensarsi sempre più come “imprenditori” ed “innovatori” sociali, oltre che come “operatori” sociali. (…)

(dall’introduzione del Bilancio Sociale 2016 di Uscita di Sicurezza)

Scarica il Bilancio Sociale 2016

 

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