Secondo me

 

 

 

Qui e ora, subito, immediatamente.

I latini dicevano “hic et nunc”, qui e ora. Però i saggi ci hanno sempre detto che non dobbiamo pensare solo all’oggi, ma che dobbiamo essere capaci di guardare avanti. E un proverbio sostiene “non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”. Insomma, possiamo far convivere l’“oggi” e il “domani. Tutti sappiamo che siamo più portati a osservare con attenzione ciò che stiamo vivendo adesso, che ci sta intorno. Ma…

Se avessimo bisogno di una conferma basterebbe pensare al momento attuale. Non possiamo certo negare che il pensiero è chiaramente focalizzato su un unico tema. Anzi diciamo meglio, un problema. Un problema che non è certo possibile ignorare, visto che coinvolge direttamente la nostra vita. Tanto da portarci a mettere in secondo piano altri discorsi, che pure stavano conquistando il podio più alto. Uno su tutti: la Sostenibilità.

Probabilmente però le due cose, l’oggi e il domani, possono essere conciliate: guardarsi attorno e, alzando lo sguardo, cominciare a “fare” subito. E questo tipo di comportamento credo possa essere suffragato da alcune riflessioni. Almeno tre.

  1. Oscar Farinetti, interrogato su a cosa dare priorità tra Covid e Sostenibilità, ha detto: «Il Covid-19 nei libri di storia, sarà ricordato con una riga, mezza riga. Il tema dell’emergenza ambientale occuperà capitoli, interi libri. È questa la vera emergenza. Dobbiamo salvare la vita umana e del pianeta. L’abbiamo già messa in pericolo, in grave difficoltà. E l’Italia deve farsi primo attore di questo. E inserire il concetto del “rispetto”, parola che ritengo più indicata al posto di “sostenibile”, che diventi l’aggettivo che accompagna tutte le nostre attività. Noi dobbiamo agire con rispetto e quindi rendere il nostro agire compatibile con tutto ciò che ci circonda».

E Bill Gates ha pubblicato recentemente un libro “Come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi, le sfide di domani”, nel quale spiega come abbiamo poco tempo per azzerare le emissioni di gas serra. Il che, anche se impegnativo, non è un obiettivo irraggiungibile. «Se siamo riusciti oggi a mettere a disposizione del mondo più vaccini efficaci contro un virus pandemico in brevissimo tempo, e nessuno ci avrebbe scommesso, possiamo fare cose efficaci anche per il clima. Esistono già tante idee valide, tanti progetti entusiasmanti e nei prossimi anni vedremo progressi veramente rapidi».

Ed entrambi aggiungono: «È chiaro che si tratta di guardare all’oggi ma attivarsi subito per il domani, immediatamente». Insomma, hic et nunc, ma

  1. Nonostante tante voci che si levano da più parti, sembra che la cattiva abitudine di gettare a terra ciò che riteniamo non ci serva più, non riusciamo a superarla. Un esempio sono le cicche di sigaretta. I mozziconi è stato accertato che sono “un rifiuto pericoloso per l’ambiente”. Sembra che sia esagerato? Facciamoci due conti, e prendiamo un solo esempio: Milano. In questa città si è valutato che fumi il 19% della popolazione e ogni giorno finiscono per terra oltre un milione di mozziconi, cioè circa 80 quintali all’anno. Se alziamo lo sguardo al resto d’Italia e poi al resto del mondo, ci rendiamo conto che stiamo parlando di una cosa enorme. Sapendo poi che i mozziconi contengono un gran numero di elementi cancerogeni che, assorbiti dal terreno finiscono per contaminare la catena alimentare, non possiamo derubricare il gesto a un banale problema di maleducazione. È un gravissimo problema medico e ambientale.

Le soluzioni ci sono: corrette campagne di comunicazione, accorgimenti collocati nelle strade per agevolare il conferimento della cicca in appositi contenitori, e altre semplici idee che, unite a una costante attenzione all’educazione, aiutino se non a debellare almeno a contenere il problema.

È chiaro che si tratta di attivarsi subito, immediatamente. Insomma hic et nunc, ma…

  1. Qualche riga sopra si è citata la parola “educazione”. Forse qualcuno ricorderà che, una volta, ai piccoli si diceva “non fare questo o quello”, “comportati così o cosà”, “mi raccomando”. Forse non si usa più.

Ma forse no. Poco tempo fa era on air un’ironica campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini al corretto smaltimento dei rifiuti, ricordando loro di non gettarli nel WC. Perché tutto ciò che gettiamo nel water finisce nei fiumi e nel mare.

Un gesto che può sembrare innocuo e di poca importanza può, invece, causare un grave danno all’ambiente. A volte nel wc vengono buttate delle cose per superficialità o, semplicemente, perché non si è a conoscenza delle conseguenze che quel cotton fioc, quel dischetto di cotone o quel cerotto possono avere per tutti noi. Infatti quei rifiuti che erroneamente ogni giorno vengono buttati nel gabinetto vanno a interferire con la vita degli animali marini o che popolano fiumi, stagni e laghi.

Evidentemente si sta parlando di “piccoli gesti” che, rapportati a inquinamenti ben più catastrofici che aziende, città, trasporti quotidianamente ci propinano, possono sembrare delle cose banali. Ma non è così. Perché si tratta di azioni compiute da singoli e, se ogni singolo fa una “piccola cosa”, tanti singoli fanno tante piccole cose che, messe insieme, possono fare una cosa grande.

Da qui nasce un’osservazione non banale: l’educazione ai comportamenti, al “rispetto”, l’attenzione alla sostenibilità, va insegnata da piccoli. Quello che si impara, magari a fatica, da piccoli, ad esempio come si può essere sostenibili, poi rimane indelebile per tutta la vita. Anche questa può sembrare una considerazione banale. Ma non è così.

Bisognerebbe ri-attivarsi da subito a insegnare i giusti comportamenti, rivolgendo l’attenzione ai piccoli, nelle scuole primarie, utilizzando strumenti di comunicazione adatti all’età. È chiaro che si tratta di attivarsi subito, immediatamente. Insomma hic et nunc, ma…

Forse non è così banale riflettere sul fatto che i latini, quelli saggi, avevano ragione quando sostenevano l’importanza dell’attivarsi “hic et nunc”. Ma avendo guardato anche avanti.

di Ugo Canonici

(da CSRoggi Magazine, anno 6, n.2, Marzo/Aprile 2021, pag. 82)

Share This