Il punto del Direttore

Abbiamo solo la lista dei ministri e il loro curriculum professionale.
E’ evidente che Mario Draghi ha impostato il suo governo per un cambiamento di paradigma per lo sviluppo e il cambiamento. La speranza di tutti è anche quella di vedere coesa questa squadra e di ritrovare vecchi volti del precedente governo in linea con le nuove attese, i nuovi impulsi e una accelerata azione per uscire dalla crisi attuale in cui siamo piombati.

Non posso non citare per primo Enrico Giovannini, l’attuale Ministro delle Infrastrutture e trasporti nonché portavoce di ASVIS (cui questo editore è aderente) nella presentazione del libro “Sostenibilità Digitale” (di Stefano Epifani – Digital Transformation Institute, pag. 19- 2020): Per portare il mondo su un sentiero di sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, sociale, ambientale ed istituzionale servono tre ingredienti fondamentali: tecnologia. governance, e cambiamento di mentalità. La prima è indispensabile per cambiare in profondità i modelli di produzione, di consumo e di interazione tra le persone e tra le persone e l’ambiente. (…) Il cambiamento delle politiche e delle modalità in cui si governano – aree urbane e periferiche (ndr) – i processi socio-economici. E’ la governance. Ma anche se avessimo le giuste tecnologi e modificassimo i processi decisionali e perseguissimo obiettivi sbagliati, lo sviluppo sostenibile resterebbe un sogno (…) e se continuassimo a valutare la salute di un paese esclusivamente attraverso la misura del PIL, o guardando i profitti trimestrali di imprese, prenderemmo decisioni sbagliate. Ecco il necessario cambio di mentalità (ndr).

Anche Roberto Cingolani, neo Ministro della Transizione Ecologica ha una visione chiara della sostenibilità. Il 4 Dicembre 2020 diceva in una sua lezione:” La correlazione fra la salute del pianeta e quella delle persone è quindi sempre più stretta, tutti gli aspetti della sostenibilità globale sono correlati fra loro. Ecco perché la più grande sfida della tecnologia oggi consiste nello sviluppo di soluzioni che possano produrre benefici simultanei, non basta più risolvere un problema alla volta. La sostenibilità è e sarà sempre un compromesso. Il primo investimento in sostenibilità risiede nell’educazione, che deve creare cittadini consapevoli, far crescere persone capaci di sviluppare soluzioni trasversali.

Daniele Franco, Ministro dell’Economia, nel suo CV, si legge: dal 2015 ad oggi Coordinatore Gruppi di lavoro: redazione Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (attuazione Agenda 2030); Comunicazione; Danno Ambientale; Rapporti EU ed internazionali su sviluppo sostenibile. Referente scientifico GdL Comitato Capitale Naturale; Delegato Italiano: S.C. International Resource Panel; OCSE Working Party on Biodiversity, Water and Ecosystems; OCSE Joint Working Party on Agriculture and the Environment.

Vittorio Colao, Ministro dell’Innovazione Tecnologica scriveva nel piano presentato nel 2020 al Presidente Conte: L’Italia sarà più sostenibile ed equa se saprà rafforzare le infrastrutture materiali e immateriali chiave, privilegiando senza compromessi gli aspetti di sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Infine il leghista Giancarlo Giorgetti, Ministro dello sviluppo Economico, non molto tempo fa diceva a proposito delle Olimpiadi del 2026:” ll governo appoggia la candidatura dell’Italia per le Olimpiadi invernali del 2026, ma a precise condizioni: che siano rispettati parametri di buonsenso, in termini economici e di sostenibilità ambientale

Concludiamo la panoramica conoscitiva con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, che alla conclusione del suo intervento al Meeting di Rimini diceva: Il ritorno alla crescita, una crescita che rispetti l’ambiente e che non umili la persona, è divenuto un imperativo assoluto: perché le politiche economiche oggi perseguite siano sostenibili, per dare sicurezza di reddito specialmente ai più poveri, per rafforzare una coesione sociale resa fragile dalla pandemia e dalle difficoltà che l’uscita dalla recessione comporterà nei mesi a venire, per costruire un futuro di cui le nostre società oggi intravedono i contorni.”(…) La protezione dell’ambiente, con la riconversione delle nostre industrie e dei nostri stili di vita, è considerata dal 75% delle persone nei 16 maggiori Paesi al primo posto nella risposta dei governi a quello che è il più grande disastro sanitario dei nostri tempi. La digitalizzazione, imposta dal cambiamento delle nostre abitudini di lavoro, accelerata dalla pandemia, è destinata a rimanere una caratteristica permanente delle nostre società. È divenuta necessità: si pensi che negli Stati Uniti la stima di uno spostamento permanente del lavoro dagli uffici alle abitazioni è oggi del 20% del totale dei giorni lavorati. Vi è però un settore, essenziale per la crescita e quindi per tutte le trasformazioni che ho appena elencato, dove la visione di lungo periodo deve sposarsi con l’azione immediata: l’istruzione e, più in generale, l’investimento nei giovani.”

E’ una piccola documentazione di una mentalità comune. Una sintesi di pensieri e di azioni. Che ha come unico scopo quello di incoraggiare il lettore sensibile al tema della CSR a credere che il cambiamento dei paradigmi di innovazione è entrato nella mentalità di persone qualificate nel nostro attuale Governo. Se falliranno, porteranno anche le loro premesse culturali nella inutilità, ma siamo convinti che insieme, tutti, ci proveranno a raddrizzare il nostro paese davanti ai grandi bisogni attuali.

Noi facciamo dello Sviluppo Sostenibile il cuore del nostro desiderio di documentare, incoraggiare una mentalità seriamente impegnata nella innovazione necessaria.
Attraverso il nostro Magazine raccontiamo esperienze, programmi e progetti da ormai 6 anni.
Ora possiamo guardare e tentare di capire come l’opera del Nuovo Governo interpreterà questo cambiamento e questa risalita del nostro vivere civile a livelli accettabili.

Come Mario Draghi riteniamo che l’educazione sia l’inizio di una strada maestra, egli diceva alla fine del suo discorso riminese: La strada si ritrova certamente e non siamo soli nella sua ricerca. Dobbiamo, lo dico ancora un’ultima volta, essere vicini ai giovani investendo nella loro preparazione. Solo allora, con la buona coscienza di chi assolve al proprio compito, potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il futuro.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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