Gli eventi diventano virtuali: solo tweet e ognuno a casa sua!

È fuori dal nostro seminato dare giudizi sulla modalità (solo via tweet) di organizzazione di un evento con la stampa.
Ma se questo incontro informativo avviene per presentare il Bilancio Sociale di una grande azienda allora un parere possiamo darlo anche noi che facciamo della Sostenibilità il nostro lavoro giornalistico.

Lo diciamo subito: non ci piace.
Pur in presenza di un importante “gestore”, noto nel mondo della Sostenibilità per competenza e innovazione, ci pare che la modalità sia mortificante.

Vero che gli uffici stampa vivono di notizie e non di incontri ma è difficile immaginare, ad esempio, la presentazione di un DEF in via virtuale, senza guardare in volto il Ministro dell’Economia, senza guardarsi attorno come per ritrovare conferma alle proprie riflessioni, senza il respiro di uno sguardo, senza udire la flessione di una voce.
Un evento senza parola, senza sguardo, senza udito, senza il movimento del corpo tanto importante nel linguaggio della comunicazione, senza incontro non ci piace.
Si sono persi i sensi!

Come si fa a comunicare solo con tweet?

I tweet sono strumenti di informazione veloci, trasmissioni di notizie, di pensiero.
Hanno limiti. Che devono essere noti a chi li usa!
Ci piace quando essi si aggiungono ad altri strumenti di comunicazione.

Una domanda si pone: qualcuno pensa ad una scarsa partecipazione della stampa ed allora per impegnare più giornalisti, per forzare la partecipazione, l’evento arriva “ in casa loro”.
Un’altra si aggiunge: il cliente vuole spendere poco, teme la scarsa partecipazione, fatica ad offrire un light buffet, è disinteressato all’incontro umano – le persone non contano più, serve solo il prodotto – e le manifestazioni umane di dialogo diretto, fatte di mille espressioni, sono sorpassate.
Ho interpellato realtà che organizzano questi eventi. Costano. E se sono conferenze stampa si sa che sono le più ‘rischiose’ in quanto a partecipazione.

Ma non è immaginabile un evento senza incontro umano. Reale.

Se si tratta di presentare il nuovo Bilancio di Sostenibilità perché temere?
La parola ormai è inflazionata, e l’argomento ormai è sempre nelle pagine più importanti di giornali e strumenti informativi.
Il brand aziendale è forte – spero non si dubiti di ciò –  perché non operare una consegna ragionata della vita aziendale con la trasparenza di un incontro tra persone e fare i tweet durante l’evento?
Noi lo preferiamo.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

Leggi tutti “Il punto del Direttore”

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