Gli Enti Filantropici nella riforma del Terzo Settore

La Riforma ha inteso dare riconoscimento a questi enti appositamente definiti dall’art.37 del Codice come “enti del Terzo settore costituiti in forma di associazione riconosciuta o di fondazione al fine di erogare denaro, beni o servizi, anche di investimento, a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale”.

Il Codice stabilisce che gli atti costitutivi degli enti filantropici devono contenere i principi a cui essi si attengono in merito alla gestione del patrimonio, alla raccolta fondi e all’erogazione di denaro, beni o servizi a sostegno degli enti di Terzo settore.L’indicazione di ente filantropico poi, deve essere obbligatoriamente contenuta nella denominazione sociale.La figura dell’ente filantropico però non è del tutto nuova.

In realtà si tratta di enti già diffusi nella prassi, spesso sotto forma di fondazione come le fondazioni d’impresa, le fondazioni di comunità, le fondazioni filantropiche di famiglia, ma anche sotto forma di associazioni impegnate nella raccolta fondi a favore della ricerca scientifica per la cura di malattie gravi o di sostegno diretto alle famiglie in difficoltà, ad esempio.

In questi anni in Italia e nel mondo molte imprese hanno costituito una propria fondazione, intenzionate a impegnarsi per il bene comune attraverso attività filantropiche.

Secondo l’ultimo censimento permanente delle istituzioni non profit Istat, in Italia si contano 6.451 fondazioni relativamente più diffuse in Lombardia (3,6%), Lazio (2,2%), Liguria (2,1%) e Emilia-Romagna (2,0%) e sono in genere più presenti nei settori della Istruzione e ricerca (13,2%), della Filantropia e promozione del volontariato (7,8%) e della Cooperazione e solidarietà internazionale (6,6%).

Tali enti e fondazioni come le conosciamo oggi, hanno essenzialmente natura erogativa e traggono le risorse economiche necessarie allo svolgimento del-a propria attività da contributi pubblici e privati, donazioni da parte dei fondatori o da terzi, asciti testamentari, rendite patrimoniali e attività di raccolta fondi.

Il nuovo Codice del Terzo settore riconosce l’importanza dell’attività svolta dagli enti filantropici estendendo agli stessi e a chi li sostiene le agevolazioni tributarie che meritano, seguendo quanto previsto per gli ETS. Per poter beneficiare delle nuove disposizioni gli enti filantropici dovranno richiedere l’iscrizione lei registro unico nazionale del ferzo settore.

Per gli enti filantropici, il bilancio sociale è obbligatorio e segue le indicazioni generali contenute nel Codice per tutti gli ETS; in aggiunta deve contenere/ evidenziare l’elenco e gli importi delle erogazioni deliberate ed effettuate nel corso dell’esercizio, :on l’indicazione dei beneficiari diversi dalle persone fisiche.

a cura di Ciessevi, Centro servizi per il volontariato città Metropolitana di Milano

 

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