Il punto del Direttore

 

 

 

E’ difficile trovare in questo periodo estivo un punto chiaro, che possa riassumere l’attuale realtà nella sua complessità. La sostenibilità vive infatti, come metodo di operosità, nella economia nel suo complesso e nell’anima sociale delle persone che auspicano di vivere meglio, si parla si Sviluppo Sostenibile nella sua integralità.
Forse un punto chiaro in questo tempo è stato dettato da Mario Draghi nel suo discorso di apertura al Meeting di Rimini(1).
Tutta la stampa ne ha rilevato l’importanza. Lo hanno sottolineato tutti. Per un giorno.
Eppure Mario Draghi ha posto una questione decisamente ineludibile: parlando della crescita ha tra l’altro detto:” per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico – evito di fare esempi del presente e del recente passato sugli euro buttati dalla finestra, in mille rivoli senza una strategia per il futuro –  ciò non è più accettabile oggi.  Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza.

Il Futuro è Il tempo della verifica: vengono in evidenza le cose buone e le malefatte del passato.
Per questo il Futuro è oggi: ciò che si mette in cantiere ora sboccerà, Dio volendo, nei prossimi periodi. E’ oggi che si pongono le basi per costruire il futuro. Ciò che non è realizzato oggi, ciò che non è nei progetti di oggi, non si realizzerà.
Ciò che “già” c’è, appartiene inesorabilmente al domani, ai prossimi mesi, ai prossimi anni.
E’ la lettura delle realtà che impone una sensibilità dello sguardo per il tempo che verrà, per il “non ancora”.
Concludeva Draghi : “potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il tuo futuro.”.

Paradossalmente l’Agenda ONU 2030 con i suoi SDG’s indica un tempo prossimo, ma non è solo una indicazione dell’obiettivo temporale per operare oggi, ma un metodo per leggere lo sviluppo, per fare impresa, fare politica, vivere in una società a misura d’uomo, fare figli,  curare l’ambiente, ecc…
La Sostenibilità è un metodo per indicare che si opera per costruire una civiltà, tutti insieme, per una speranza vera e per un bene comune non equivocabile.
Il Futuro è oggi.

L’atteggiamento umano non può avere uno sguardo verso il basso, ma guardando la realtà ritrova i i passi per costruire, per leggere le condizione della possibilità, per costruire per chi verrà dopo di noi.
La tecnologia non è il futuro, ma uno strumento per migliorare il futuro.
Non è assolutamente comprovato che ogni idea o scoperta nuova incida positivamente sulla vita delle prossime generazioni. Anzi è possibile che la vita sia più complicata.
Un segnale: lo scarto tra scuola e lavoro è lì a dimostrare che la formazione non può tenere il passo con l’innovazione, e che l’esperienza educativa non genera immediatamente persone ben disposte a vivere il tempo positivamente.

La storia infine documenta il cammino dell’uomo.
Per molti secoli, segnati da grandi carestie e pestilenze, le persone hanno continuato il lavoro con responsabilità: per i figli, per i figli dei loro figli.
Che ne è oggi di questa mentalità?
Che uso si fa della propria libertà davanti al bisogno? Il rapporto libertà-rischio è una misura ancora attuale per vivere il presente.
Questa atmosfera culturale carica di nichilismo spezza questa relazione: inibisce la libertà e fa temere ogni rischio: libertà senza rischi? E’ possibile? Rischi calcolati? Calcolati da chi?
E’ un tempo in cui la minor libertà è gradita e il rischio va calcolato affidandoci ad un algoritmo.
Il Covid è solo un accadimento imprevisto che suscita quesiti decisamente importanti.
Quesiti che i nostri predecessori hanno già vissuto.

La decisione è il frutto del rapporto tra libertà e rischio.
Il futuro è lì che attende le decisioni per innescare una nuova stagione ricca e benevola per quelli che verranno dopo di noi.
Le decisioni sbagliate, figlie della paura, della incertezza, del tornaconto immediato, alla fine le pagheranno le prossime generazioni gravemente.
Ad esempio bucare gli obiettivi della Agenda 2030 è fare effettivamente del male a tutta la popolazione della terra.

  • (1) Per l’ennesima volta l’appuntamento riminese si rivela l’evento culturale più importante in Italia nel difficile compito del far dialogare posizioni diverse e spesso contrastanti. Permette a tutti – e non solo ai soliti noti – di parteciparvi in modo diretto. Un caso isolato di intelligenza creativa che va segnalato). Ed è l’evento che la cultura odierna immediatamente dimentica.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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