Eni e Coca Cola cambiano linguaggio pubblicitario

Il punto del Direttore

 

 

 

La pubblicità di ENI sta facendo scuola.

Non c’è solo Silvia + ENI; a sono arrivati Debora, Carmela, Gerardo, Valentina ed Antonio nella ricetta  italiana di COCA COLA.

Non è una stravaganza.

La personalizzazione qualifica il messaggio e rende umanizzato il prodotto.

Anzi è molto di più!  L’umanizzazione della comunicazione fa strada alla sostenibilità.

La Responsabilità Sociale la si avverte quanto più coglie la persona nella sua realtà quotidiana.

Immaginiamo Silvia.

Per ENI è un utente reale e potenziale. E’ anche un dipendente ed un collaboratore. Può essere anche il nome del miglior stakeholder. In ogni caso si tratta di una persona.

I grandi imprenditori che hanno tracciato la storia delle più grandi aziende nel nostro paese (Adriano Olivetti, Ferrero, Barilla, Ferrari, Pasini, ecc..) hanno camminato costruendo impresa e vi sono stati sempre volti umani che hanno tracciato il segno del percorso.

Relazioni con persone che avevano un nome e che permanevano nella memoria:

Silvia  Un nome, uno dei tanti. Una persona!

Un po’ sorprendente è l’arrivo di Carmela, Valentina e Antonio ed amici in Coca Cola.

Qui v’è stato un grande cambiamento!

Perché ai nomi si è aggiunta una storia. Una “storia di amore” fatta di numeri qualificati, di attenzione al territorio, di investimenti, di attenzione ai posti di lavoro nella fabbrica e nell’indotto.

Oggi vediamo Gerardo, Valentina e amici impegnati individualmente al lavoro.

Nel mondo tecnologico, nella catena di montaggio o tra le piantine da coltivare.

Un cambio enorme di mentalità e di immagine. nella comunicazione.

Una discesa nel reale che fa piacere.

E i nomi di di Debora e compagni sono i segni di questa via della novità.

L’umanizzazione non è mai comprensibile senza i nomi, senza i volti di coloro che sono protagonisti del cambiamento.

Due realtà aziendali che in forma diversa sono protagonisti dello Sviluppo Sostenibile.

Una consapevolezza che il cambiamento è possibile guardando il bene comune che viene generato, che è fatto di attenzione alle persone, al territorio ma che fa intravedere in modo evidente una Governance sensibile alla forza del cambiamento inevitabile.

Gli SDG sono impliciti nella comunicazione pubblicitaria, ma si respira questa intercettazione, questa contaminazione che è giunta a pervadere  l’informazione pubblicitaria.

Pensavo agli spot di Coca Cola di un tempo.

Ricchi di fantasia, Di Babbi natale improbabili, di giovani sempre sorridenti davanti alla bottiglietta, così puliti e trasparenti nella loro letizia,in viaggi immaginari.

Qualcosa è cambiato.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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