E’ su tutti i giornali in questi giorni.
Enrico Giovannini potrebbe essere chiamato dal Prof. Draghi, incaricato a formare il nuovo Governo, a partecipare in qualità di Ministro della Economia o del Lavoro.
Per noi di CSRoggi la figura di Enrico Giovannini rappresenta un punto qualificato per impostare con concretezza lo sviluppo sostenibile nella linea della Agenda 2030.
La Sostenibilità entra a Palazzo dalla porta principale.
Lo diciamo al presente come se la cosa fosse già vera.
E’ presto per la certezza, la politica riserva sempre delle soprese, ma il fatto che Giovannini da subito sia entrato nel cosiddetto “Toto-ministri” fa ben sperare.
Ma quale è il contenuto di una speranza legata all’attuale Portavoce dell’ASVIS?
E’ la competenza e la caparbietà con cui in questo tempo egli ha incentivato iniziative sempre più capillari per incrementare la cultura della CSR, i Goal della Agenda ONU che sono entrati nel linguaggio di molte persone coinvolte in piccole e grandi manifestazioni.
Le stesse Aziende hanno colto il messaggio teso al rinnovamento e al cambiamento sostenibile e ne hanno visto la convenienza e stanno avviando progetti e programmi in cui proprio la Sostenibilità è al centro dell’innovazione.

Dobbiamo elogiare Giovannini per la sua coerenza e la sua pervicace insistenza a indicare la via possibile per migliorare la qualità della vita sociale, la sana gestione della vita aziendale e l’attenzione all’ambiente e ai cambiamenti climatici.
Oggi non è infrequente leggere nei Reporting di Sostenibilità delle Aziende più qualificate i riferimenti agli item della Agenda dell’ONU 2030, declinati in diverse iniziative.
Noi lo documentiamo spesso nei nostri media.
Siamo lieti di aver avuto la Sua presenza al nostro Convegno in Università Cattolica e aver udito il suo incoraggiamento a ben operare.
Entra nel Governo Draghi – lo speriamo davvero – quel pezzo di cultura approfondita che toglie di mezzo il parlare senza sapere nulla della Sostenibilità.
E’ diventata, quest’ultima parola, abusatissima.
Indica un futuro che spesso non è esperienza già presente, conoscenza delle sue declinazioni, forma dialogica e non esemplificazione di realtà.
Questo limite diffuso è ben compreso da tutte le persone che nel loro lavoro operano con sempre maggiore intensità per incrementare la qualità della CSR nei diversi ambiti professionali dell’economia privata e pubblica.

Ora, senza mettere il carro davanti ai buoi, ci preme fare questa sottolineatura: nella situazione attuale segnata dalla pandemia e da una crisi economica e sociale mai vista dalla seconda guerra mondiale, il Presidente della Repubblica ha chiamato un personaggio come Draghi che ha raccolto molto consenso da quasi tutte le forze politiche parlamentari.

Il suo cammino, lo prevediamo già, sarà impervio.
Quando tutti sono contenti significa che è difficile immaginare da dove verrà il dissenso (lo possiamo immaginare già!).
Il dissenso ci sarà e sarà forte – proprio per l’attesa che Mario Draghi ha suscitato.
Una figura come quella di Giovannini è certamente significativa sul versante della sensibilità allo Sviluppo Sostenibile in tutti i segmenti della vita del nostro paese.
Anche in questo campo ci sarà dissenso, ma già conosciamo la sua natura e la sua miopia.
E’ lo stesso dissenso che vive per coloro che hanno deciso che si può fare a meno della concretezza della Responsabilità Sociale impegnata della Organizzazione delle attività economiche.
Per questo oggi, pur nell’alea delle nomine governative, diamo atto a Enrico Giovannini di essere un candidato ministro che può essere un Ministro che avrà più possibilità per indicare la via buona dello Sviluppo Sostenibile.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 

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