Il punto del Direttore

 

 

 

E’ possibile per la scuola italiana l’educazione alla Sostenibilità?
La lettura dei programmi del MIUR lo prevedono, ma fin da principio indicano contenuti molto precisi: Sostenibilità= Ambiente.
Così la scuola deve insegnare ai più giovani il rispetto per l’Ambiente.
La proposta di insegnare la sostenibilità, non la si recepisce all’interno dei diversi contenuti del programma nelle materie scolastiche, al massimo l’insegnante di Scienze dedica del tempo, come suggerisce il MIUR, per dare indicazioni di tipo morale sui comportamenti rispettosi verso l’Ambiente.

L’effetto sui giovanissimi di questo moralismo ambientale resta effettivamente superficiale.
Gli effetti migliori si ottengono nell’insegnamento alle scuole superiori.
Ci si è posta la domanda: vale la pena sottolineare i tratti della Agenza 2030 ai giovanissimi?
C’è la possibilità di offrire contenuti interessanti e utili ai ragazzini e come farlo?

Desidero raccontare di un esperimento portato avanti in una Scuola Media a Milano da insegnanti (tre Professori) che hanno voluto collaborare con CSRoggi per una declinazione, una proposta di contenuti che potessero introdurre temi diversi legati alla sostenibilità ai ragazzi.
La metodologia è stata quella di integrare i contenuti da esporre in un programma condiviso.
Il programma è stato declinato in più lezioni.
I professori insegnavano rispettivamente Geografia, Scienze ed Applicazioni tecniche.
Gli incontri erano basati su testimonianze, documentazione che proveniva dai molti racconti aziendali, da iniziative sociali pertinenti, da, fotografie e prodotti che CSRoggi aveva pubblicato nel tempo.

Una prima considerazione prima di addentrarci nel programma e nel suo svolgimento:

  1. V’è stata attenzione generale: è stato indispensabile cercare e rivisitare cose e momenti che potevano appartenere alla vita degli studenti, alla esperienza personale di ciascuno di loro.
    Non occorreva solo dire e far sapere, era indispensabile educare lo sguardo, cioè far vedere – e se possibile – far toccare con mano – ciò che si trattava. Infine era indispensabile conoscere il territorio dove gli stessi ragazzi vivono per far emergere quel “già saputo” che poteva rivelare la novità che non si era notata.
    Il ruolo degli insegnanti è stato decisamente importante: essi assistevano agli incontri in modo attivo: ponendo semplici domande, dimostrando interesse alla conoscenza.

Ciò premesso: abbiamo messo in conto che ci sarebbe stata una quota/classe del 20%, che si sarebbe isolata, sempre alle prese con il telefonino.

  1. Ricordo che si tratta di giovani che hanno mediamente 12/13 anni in un quartiere della periferia di Milano, al primo approccio a questi argomenti. Sono state tenute più lezioni ad un’unica classe in via sperimentale.

I contenuti che hanno suscitato interesse nelle lezioni:

  1. Siamo partiti dalla alimentazione, quella che sperimentano ogni giorno, così ci siamo occupati di Carne – documentando il ruolo del riuso degli scarti post-macellazione e la creazione di Energia attraverso il Biogas tratti dal guano; della Pesca del Tonno nelle acque dell’Oceano Pacifico, riferendoci a un noto marchio alla avanguardia; delle Uova delle galline allevate a terra e degli indicatori di freschezza. Della Frutta e del non uso di pesticidi. Un approfondimento sulle risorse alimentari del territorio attorno a Milano – riso, vino ecc.
  2. Siamo passati alla città e al quartiere: la Casa, l’Energia elettrica, i Materiali di costruzione, le Forme architettoniche più avanzate per coniugare verde e casa e i Collegamenti con i servizi pubblici. Abbiamo persino esaminato l’uso della Intelligenza Artificiale applicata alle piattaforme delle Stazioni Ferroviarie e della Metro ed infine abbiamo visto l’Intelligenza Artificiale applicata ai telefonini, ai Robot prodotti “intelligenti” che aiutano la persona. Ci è parso utile indicare lo sviluppo dell’informatica per approfondire la conoscenza.
  3. Dopo un passaggio necessario per parlare della Plastica e del suo riuso dei suoi Rifiuti nella creazione di oggetti: le scarpette per giocare al calcio o per combinarsi con altri filati Pantaloni sportivi, al recupero di Stoffe e Vestiti – che significa riuso o riciclo – di abiti con Nuovi Filati usati nel mondo della Moda. Rifiuti gettati e ripresi dai cassonetti gialli presenti nel quartiere.
  4. L’ultimo passaggio è stata la protezione del Verde e dell’Ambiente. Un approfondimento generale sui Rifiuti, con la richiesta di segnalare – come compito – che tipo di rifiuti lo studente trovava tornando da scuola a casa.Sono state viste le immagini della grandissima Isola di rifiuti nell’oceano Pacifico e nel mar Tirreno e come queste superfici giungono anche nelle profondità del mare.
    Si è riaffermato Il valore dell’acqua e il Degrado generato nel territorio dai Rifiuti industriali riversati nei fiumi e nel mare.
  5. Ultima conclusione: le Osservazioni sul Clima ed il Riscaldamento del pianeta.

Questa impostazione ha manifestato l’importanza che le aziende hanno di rendere nota la vita dell’impresa, quella dei loro prodotti, le novità, i progetti e le ricerche e prevedere anche la possibilità che i giovani possano farvi visita Non una volta sola, ma in un dialogo continuo.
I clienti di CSRoggi, attraverso le loro testimonianze, hanno offerto un contributo che è divenuto fonte di conoscenza e di studio.

La conoscenza “si abbevera” nella esperienza.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

 

 


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