E tu cosa ne pensi?

L’uomo della strada

 

 

 

Una domanda mi girava da un po’ di tempo, con insistenza, nella testa: “Ma in fin dei conti cosa ne pensano gli italiani della Sostenibilità?”

Non avevo dubbi che avrei trovato nel web una risposta. E infatti, dopo una breve navigazione, ecco qui.

“Una analisi evidenzia come gli Italiani siano sempre più sensibili e consapevoli sui temi legati alla sostenibilità. Il 65% degli intervistati guardano alla sostenibilità con interesse, il restante rimane scettico o indifferente: ci sono i “sostenitori” (10-15%) che credono nella sostenibilità e nei suoi valori e agiscono di conseguenza, gli “aperti” (50%) che sono mediamente informati e attitudinalmente predisposti ad attivare comportamenti sostenibili.

A questi si affiancano gli “scettici” (16-20%), discretamente informati ma con scarsa attitudine a comportamenti sostenibili anche perché hanno il dubbio che l’enfasi su questi temi nasconda solo finalità commerciali; e gli “indifferenti” (15-18% ) che sono decisamente poco interessati all’argomento.

Dal 2014 sono aumentati del 65% gli italiani che dichiarano di conoscere il significato di sostenibilità. E che chiedono un impegno alle imprese, soprattutto nella comunicazione:

  • il 53% riconosce che negli ultimi tre anni l’attenzione delle aziende è cresciuta, in particolare verso l’ambiente;
  • il 76% ritiene difficile capire quali imprese siano veramente sostenibili.

Le aziende, per comunicare il proprio impegno, si affidano a strumenti quali il sito internet (utilizzato dal 50% delle organizzazioni) e il bilancio di sostenibilità (35%).

Il bilancio di sostenibilità, può risultare molto efficace per le imprese che desiderano comunicare all’interno e all’esterno gli impegni nei confronti della sostenibilità.

L’auspicio è quello di riuscire a trasformare questi documenti estremamente statici in strumenti di comunicazione accattivanti e che possano contribuire a migliorare i comportamenti delle persone che leggeranno quel documento, legato a doppio filo con il proprio core business.”

E tu, cosa ne pensi?

Ugo Canonici

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