Il punto del Direttore

Vale la pena di riprendere l’articolo di Domenico Fumagalli – senior partner di Kpmg – comparso il 21 maggio su Economia, inserto del Corriere della Sera – a pag. 13 perché tratta la sostenibilità esattamente nel modo in cui noi di CSRoggi la consideriamo e la desideriamo comunicare.

“Le imprese italiane con fatturato sopra i 50 milioni di Euro sono circa 8 mila. Si tratta della spina dorsale della nostra economia. E’ ormai chiaro che i driver di sviluppo per migliorare la loro competitività passano attraverso almeno tre dimensioni essenziali: digitalizzazione, crescita dimensionale e sostenibilità. Sui primi due esiste una consapevolezza diffusa e si registra anche un certo dinamismo, accelerato anche dalla crisi pandemica.
Sulla sostenibilità invece c’è un atteggiamento ancora piuttosto attendista.” (…)
La sostenibilità non è l’ennesima moda destinata a durare qualche anno, ma si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma, che determinerà cambiamenti significativi…” (…)
“Infine bisogna costruire una massa critica di esempi, comportamenti e best practice, tali da creare una leadership culturale su questi temi”

C’è molto su cui riflettere.
Ci sono considerazioni che inquadrano il tema della innovazione, del cambiamento, delle trasformazioni attese anche dal PNRR che inducono immediatamente alla concreta possibilità di azione.
La lettura dei siti internet di molte aziende di media dimensioni fa capire che c’è molto da fare per suscitare una mentalità culturale nuova: vediamo che la sostenibilità non è un nuovo criterio operativo, ma una appendice alla normale attività aziendale.

Quando la sostenibilità non è entrata culturalmente in una impresa lo si comprende immediatamente: emerge uno iato tra il fare business, l’attenzione a collegarsi con i clienti per offrire prodotti anche nuovi e la CSR intesa come nuova risorsa per migliorare in ogni direzione la propria attività, prodotti inclusi.
Non si vede l’ingresso della sostenibilità in un quadro generale, soprattutto non si comprende che una conversione che accolga le linee guida della CSR potrebbe migliorare ancora molto di ciò che si fa.
Per alcuni la sostenibilità è la moda di un momento e non un vero mutamento della mentalità aziendale tesa a orientare chi governa verso traguardi produttivi migliori.

E’ stata l’ultima frase di Fumagalli che ci ha fatto sobbalzare.
“Bisogna costruire una massa critica di esempi”
Ma è proprio in questa direzione che sta operando CSRoggi.
Quale sarebbe una ragione diversa da questa che spieghi la nostra esistenza?

Lavoriamo da tempo per portare alla conoscenza di tutti esempi, comportamenti, buone pratiche che hanno avuto successo per incoraggiare coloro che sono sulla strada!
Un editore che si occupa di Sostenibilità, più che insegnare agli altri la cultura della Responsabilità Sociale di Impresa o la CSR , deve mostrare attraverso le esperienze di coloro che ci provano, esempi di successo tali da incoraggiare ogni azienda ad incamminarsi su questo percorso.
Con meticolosità la redazione di CSRoggi documenta processi di trasformazione piccoli e grandi, il cui cuore pesca appunto nel cambiamento culturale che la Sostenibilità porta con sé.

I settori di applicabilità sono davvero tanti e ciascuno può raccontare la propria storia: l’argomento può essere il cambiamento di un prodotto, diverso nella qualità delle materie prime, nella attenzione a coloro che operano, all’uso degli scarti. Anche la logistica rinnovata diventa oggetto di interesse. Le relazioni interne si aprono agli stakeholder che diventano co-protagonisti. L’etica valoriale guida i passi della umanizzazione. C’è persino l’ampio spazio della sussidiarietà orizzontale: quante cose può fare una fabbrica con i propri dipendenti al posto di uno Stato in difficoltà?

La CSR è tutto questo.
Gli ESG (Environmental, Social, Governance) sono alla base delle trasformazioni: sono quegli indicatori che ciascuno può usare per misurare gli impatti, per stabilire se il percorso iniziato è sostenibile.
Raccontare la propria avventura non è autoreferenzialità, e non è nemmeno farsi pubblicità o arricchire la propria immagine. C’è anche questo, ma non è la ragione di una testimonianza.
Non è facile trattare di Sostenibilità con tutti, ed è ancora più difficile raccogliere esempi utili per generare una nuova cultura.

Come è possibile che Sostenibilità sia di casa, in un processo di sviluppo che tiene conto di diversi paradigmi, se nessuno racconta la propria strada?
Come dare coraggio se non attraverso esempi?
Chi ci legge lo sa: i fatti sono l’evidenza inoppugnabile della bontà di un percorso.
Trovare tanti esempi vivi su questa strada è il nostro lavoro di ogni giorno.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile


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