Il punto del direttore

E’ davvero un frutto politicamente interessante e molto forte quello espresso dal governo tedesco di rinunciare al carbone come fonte energetica.
Una decisione costosa. Forte. Determinata.
Dopo il nucleare anche il carbone.
L’Agenda 2030 fa un passo importante.
Un passo politico imitabile?

Se si guarda intorno al mondo si comprende che il costo di questa riforma difficilmente potrà essere condiviso da Polonia o Bulgaria. Per non citare India e Cina ed anche Stati Uniti.
La ricca valuta tedesca serve anche a cambiare radicalmente uno scenario decisamente importante.
Inutile scansare il problema: la centralità culturale legata all’ambiente la fa ancora da padrone.

I cambiamenti radicali legati al vivere sociale stentano a diventare prassi consolidata.
Non è la borraccia che cambierà il modo di pensarsi dentro la società!
Si potrebbero citare le industrie inquinanti e i consigli di amministrazione di quelle aziende che hanno portato malanni a persone, coltivazioni e territorio.

Piacerebbe poter leggere in qualche DNF o in un Bilancio Sociale il programma nuovo, quello che cambierà il sistema , l’investimento importante – tipo la scelta tedesca- che decisamente invertirà una rotta, o scrive che deve invertire la rotta e lo farà nel prossimo triennio.

Avere una buona economia sostenibile significa che la solidità aziendale ha i suoi fondamentali sicuri, ovviamente legati a mercati così volatili e dipendenti da scelte politiche improvvise che rendono la programmazione incerta e fluttuante.
Potenti leader di stato di grandi nazioni sempre in tensione!
Stati Uniti, Russia, Cina e aggiungerei le popolose India, Nigeria, Turchia.

Come non pensare ai popoli islamici in Asia ed Africa e a quanto accade in America Meridionale e infine alla crisi europea che mantiene un profilo così basso da non immaginare un ruolo di forte presenza e di decisione univoca.
Scenari cambiati improvvisamente non aiutano investimenti pensati per il medio periodo.
L’economia circolare, ad esempio, ha un impatto sostenibile non immediato, richiede risorse ed un avviamento che per andare a regime vuole risorse e tempi adeguati.

L’attenzione e la battaglia sul clima ha giustamente ora una priorità.
Lo vediamo a livello cosmico e particolare: se non vi sono forti cambiamenti il clima è in balia degli errori del passato.
Le buone prassi sono da valorizzare e attenzione va data ad ogni trasformazione condivisa.
Creare Valore Condiviso è il must!
Non ce la si fa da soli ma solo insieme!

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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