Il punto del Direttore

 

 

 

Un interessante articolo del Foglio del 7 Aprile scorso inizia così: “Fu nel 1972 che George Simenon decise di non scrivere più. Aveva appena finito Maigret e il signor Charles quando annunciò al quotidiano 24 Heures la sua decisione. Avrebbe posato la penna, le sue dita non avrebbero più pigiato su di una macchina da scrivere. Non che avesse perso la voglia o la vena artistica. Era più che altro una constatazioneMi sono reso conto che il mondo di Maigret non esiste più. O almeno non ci sto stare al passo. Fu per lui “complicato prendere coscienza di non avere più solidi punti cardinali grazie ai quali muovermi con la dovuta sicurezza. Non vivo un incubo, è un terremoto della realtà”, scrisse all’amico Jean Renoir.  Aggiunge il Foglio. “Non era successo nulla di sconvolgente nel mondo esteriore di Simenon, eppure è cambiato tutto, ogni cosa a tal punto di ritrovarmi completamente spaesato”.

Uno spaesamento che si riaffaccia oggi e coinvolge tutti, questa volta per cause esogene, l’avvento di qualche cosa che nessuno poteva immaginare, qualcosa di totalizzante e inaspettato come una pandemia.

La Fase 2 (ma anche la fase 3) in che modo prende in esame questo immenso cambiamento?

La reclusione, il lockdown, è stata una esperienza di totale cambiamento di vita, quasi per tutti, anche per coloro, come i medici e infermieri, che hanno dovuto operare in situazioni emergenziali, nuove.

La Fase 2 sarà sostenibile? E se lo sarà che volto potrà avere?

ASVIS ad esempio ha cercato di ben evidenziare l’impatto della Legge “Cura Italia” analizzando ogni singolo articolo di legge (sono ben 126!) segnando a fianco di ciascuno l’impatto in base ai 17 Goal della Agenda 2030. Dalla verifica, l’impatto ha toccato il Goal 3(salute e benessere), i Goal 8 e 9 ed anche 1 e 10 per i provvedimenti di sostegno economico per famiglie e lavoro infine il goal 16 per l’influenza sulle pubbliche amministrazioni.

Si intuisce che ci sarà una innovazione anche forte – non sarà il caso di Simenon che smette di scrivere, di lavorare – ma il come sarà, sembra non offrire che briciole di immaginazione e di speranza.

Aggiunge il prof. Giovannini:” alcuni si chiedono se questa crisi stimolerà il cambiamento dell’attuale modello di sviluppo nella direzione indicata dalla Agenda 2030, oppure se l’urgenza di affrontare i danni economici che la crisi porterà dovrà emergere su tutte le altre esigenze, privilegiando la creazione di posti di lavoro, ma trascurando gli aspetti ambientali o le potenziali disuguaglianze che le ricette economiche possono causare”(…) “ Questa analisi smentisce, una volta per tutte, l’idea che una crisi economica ‘faccia bene’ allo sviluppo sostenibile così come definito dalla Agenda 2030.”

Forbes ad esempio scrive:” Quando l’italia e il mondo riapriranno ci metteranno un bel po’ per tornare dove erano prima. E non è detto che ci riescano (…) Per fermare il Coronavirus dovremo cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo”

Il Financial Time.” Dovremo prendere decisioni che normalmente avrebbero avuto una gestazione di anni, dalla necessità di passare a una digitalizzazione di massa di molte attività, dalle scuole alla attività commerciale al controllo degli spostamenti dei parametri biometrici dei cittadini”.

M.I.T.Review: “l’esperienza che stiamo vivendo cambierà profondamente il nostro futuro stile di vita”

Si è parlato tanto del cambiamento, della innovazione. Ma lo si è fatto fino ad ora con parametri noti, dentro un comodo ed agevole sguardo alla realtà, che ci pareva di possedere. Conoscevamo la sua evoluzione di cui ci sentivamo anche un po’ padroni: calcoli, grafici, proiezioni. E un po’ tutti si era diventati maestri del prevedere, del cambiare.

E’ bastata una X che è entrata nel nostro orizzonte conoscibile per vedere la stentatezza della scienza e la sua tempistica, la fragilità della libertà quando essa è nelle mani della politica, la potenza dei legami o meglio la verità stessa dei legami presenti o assenti.

La storia della umanità è tempestata di memorie sulle pandemie avvenute nel tempo.

Il prof. Cardini a MATRIX del 1 Maggio faceva notare che tutte le pestilenze, le tante epidemie della nostra storia, dal ‘500 sono sempre giunte da oriente, dalla Via della Seta. Ora lo sappiamo!

L’umanità dovrebbe essere culturalmente attrezzata ai fatti del passato.

In questi ultimi 70 anni il cambiamento culturale è stato fortissimo. Ovunque! Superman è anche l’uomo e la sua scienza. Volere è potere. Degrado del pianeta e poi salvare il pianeta, salvare l’uomo, gli animali, l’habitat. Uomo immortale. La medicina ci salva. Tecnica e Scienza le vere guide dell’uomo.

La speranza è ancorata ad idoli costruiti in ciascuna mente: soldi, diritti, scienza, abilità, potere economico e politico, cose ecc.

Ora la Fase 2: la più difficile, quella che ci confonde di più: senza riferimenti del passato. Gli idoli che avevamo hanno mostrato la corda. Dipendono tutti dalla libertà dell’uomo!

Diceva Antonio Polito sul Corriere della Sera del 30 Aprile, recensendo il nuovo libro di J.Carron (il Risveglio dell’Umano, edito da Rizzoli):” E’ strano che a richiamarci alla ‘realtà che diventa reale’, alla ‘realtà che è entrata senza chiedere permesso” sia un uomo di fede in un’altra realtà. Ma questa apparente incongruenza deriva da una idea sbagliata che col tempo ci siamo fatti della religione. E cioè come di una Confort Zone, un ammortizzatore spirituale, una regola di comportamento, un sistema di precetti morali. Mentre invece -direbbe Carron sulle orme di don Giussani- il Cristianesimo è soprattutto un evento, un incontro da cui possiamo trarre forza per vivere e operare in questo mondo”.

Trarre forza da un fatto accaduto e che è presente. L’impossibile è possibile!

 Ci sarà un grande cambiamento prossimamente, ma –ed è evidente- nessuno ne conosce la formula. Quello che accadrà lo potremo comprendere e vivere certamente anche insieme affidandoci alla realtà che non cede, alla speranza che non muore, da uomini saggi che sanno di non possedere il segreto della vita, da cercatori della verità. Ovunque essa sia.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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