Milioni di mascherine di guanti monouso: nei prossimi mesi avremo il problema di procurarci tutti questi dispositivi e, anche, di riuscire a smaltirli senza procurare danni all’ambiente. Per questo sarà importante utilizzare materiali riciclabili, come la cellulosa.

Dal 4 maggio 2020 si è ormai entrati nella “Fase 2” della gestione dell’emergenza sanitaria del Covid-19.

Le regole e le direttive sono in continua via di definizione, ma quella che rimane fissa è la certezza della necessità di dover produrre un notevole quantitativo di dispositivi di sicurezza, tra cui mascherine e guanti monouso.

Dal punto di vista della sostenibilità, questa certezza pone più di un tema di attenzione.

Da un lato, dovremo affrontare il problema dell’approvvigionamento della plastica necessaria per la produzione: I dispositivi dovranno essere sicuri (tema di sostenibilità sociale/salute), consentire un margine di guadagno alle società produttrici (sostenibilità economica) e, al contempo, costi accessibili al pubblico (sostenibilità sociale).

Dall’altro, non possiamo esimerci dal considerare il tema dello smaltimento di tutti I prodotti monouso post consumo (sostenibilità ambientale).

Due facce della stessa medaglia
I due aspetti sono interconnessi e si presentano come le due facce di una stessa medaglia: In base a come gestiremo l’approvvigionamento, avremo Idea di come affrontare II problema dello smaltimento.

Le opzioni per l’approvvigionamento sono:

  1. l’acquisto di plastica vergine: materia prima sempre più rara e costosa, nonché oltremodo onerosa da smaltire post consumo;
  2. la valutazione di materiali alternativi.

Per quanto riguarda questi ultimi, ne abbiamo Individuati alcuni, di seguito una loro breve descrizione e un breve commento sull’effettiva possibilità di utilizzo per la produzione di dispositivi medici.

Grafene. È un materiale che ha le dimensioni di un solo atomo di carbonio e che ha la resistenza teorica del diamante e la flessibilità della plastica. Avrebbe le caratteristiche perfette per sostituire la plastica, ma è risultato tossico in fase di smaltimento per combustione, risulta quindi non idoneo per la produzione di mascherine/guanti monouso.

Polimeri naturali e materiali organici. Esistono alcuni polimeri naturali come la lignina, la cellulosa, la pectina e la chitina che, a differenza del polimeri sintetici o semisintetici, hanno II vantaggio di biodegradarsi molto rapidamente.

Considerando la cellulosa, il designer Antonio Fischietto, 46 anni, di Orbassano (TO), ha inventato e deciso di brevettare un nuovo filtro da applicare alle normali mascherine, per renderle più sicure, partendo dal recupero di un rifiuto altamente inquinante: Il mozzicone di sigaretta.

Dal mozziconi di sigaretta si ricava acetato di cellulosa, con cui è possibile produrre filtri da applicare alle mascherine che si utilizzano per contrastare II contagio da coronavirus.

Segnaliamo questa Invenzione perché s’inserisce perfettamente anche In un contesto virtuoso di circular economy: non dimentichiamo che il mozzicone di una sigaretta Impiega da 6 a 12 mesi per dissolversi, nell’ambiente.

di Roberta Culella

(da CSRoggi Magazine, anno 5, n.2/3, Maggio/Giugno 2020, pag. 52)

(foto: tiscaliambiente.it)

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