L’uomo della strada

Credo che tutti, almeno coloro che pensano, si siano posti la domanda: “ma cosa ancora deve accadere perché tutti ce ne rendiamo conto?”. Gli scienziati ci dicono che la pandemia del Covid era stata già prevista e, se continua così, altre ce ne saranno; i ghiacciai, se continua così, si “squagliano” (sarebbe il caso di dirlo “come neve al sole”); sempre più ampi spazi, se continua così, diventeranno invivibili deserti; le differenze sociali, se continua così, aumenteranno. E via dicendo.

Ma “se continua così”, come?

Continuando ad ignorare quello che le normali intelligenze dovrebbero aver acquisito: rendiamoci conto che la terra sta cambiando, l’equilibrio che c’era prima, non c’è più. Ormai l’attuale modello di sviluppo risulta essere insostenibile non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale.

Sarebbe indispensabile, necessario avere una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo. Infatti anche se oggi se ne parla, spesso si affrontano solo i temi della economia, ambiente, salute. Che sono cose molto importanti ma limitative.

Soprattutto bisogna rendersi conto che serve l’impegno di tutti (o almeno della maggioranza) affinché sia più utile che la collettività collabori piuttosto che permettere che continuino ad esistere gruppi autonomi che mirano solo a trarne un vantaggio immediato.

Come ben sappiamo la sfida è così  importante che, già dal 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, con ben 169 target da raggiungere entro il 2030.

Ma c’è un piccolo dettaglio: oltre ad avere individuato cosa si deve fare, bisogna anche farlo. E non è poca cosa.
Sappiamo che per convincerci ad agire tutti noi (o almeno la maggioranza) ha bisogno di una spinta. Di segnali.

Ma, perbacco, di quali altri segnali abbiamo bisogno? Cosa ancora deve accadere?

Ugo Canonici

Share This