Il punto del Direttore

COP26 sbarca a Milano.

La settimana ventura prende avvio a Milano una serie di dibattiti, incontri tavole rotonde sulla manifestazione organizzata dall’ONU e che si terrà all’inizio di Novembre a Glasgow, nel Regno Unito.

Alcuni passi indietro per tracciare una storia:
L’acronimo COP sta per Conference of Parties; il numero 26 è un semplice progressivo.
Si parte nel 1992, quando 154 stati firmarono a Rio una Convenzione nota come United nations framework convention on climate change (Unfccc), Ogni anno in una città diversa si tiene una conferenza nell’ambito dell’accordo di Rio con il compito di valutare, monitorare l’efficacia e il rispetto delle decisioni assunte.
Nel 1995 ci fu Berlino, ma sono importanti in questo scenario il Protocollo di Kyoto del 1997 in vigore dal 2005 al 2020 e l’accordo di Parigi (in vigore dal 2016).

Il Ministro Cingolani recentemente ha parlato di questo momento da connettere con il G7 e il G20: relazioni internazionali degli Stati che diventano occasioni per facilitare l’accordo sul clima. Gli stati rappresentati raccolgono più di 6 miliardi di persone che producono circa l’83% del CO2 mondiale ed è particolarmente difficoltoso convincere, ma soprattutto offrire aiuti, perché sia possibile una riduzione del Biossido di Carbonio responsabile del cambiamento climatico.

A Milano si preparano bozze preliminari, si desidera che i contributi alla conferenza di Glasgow giungano “dal basso”, proprio dalla attività di aziende, popolazioni, Enti pubblici al fine di rendere più “partecipata” la Conferenza nel Regno Unito.
Circa 400 giovani da ogni parte del mondo saranno presenti all’evento principale.

Vediamo molte aziende impegnate con progetti per segnalare la propria attenzione e sensibilità verso COP26.

Un accenno importante, un esempio tra molti, lo merita HITACHI.
Hitachi Rail Italia è in prima fila con propri progetti per rendere concreto il proprio impegno italiano, connesso con altri progetti in tutto il mondo della multinazionale giapponese.

La domanda che ci si pone sul significato delle sponsorizzazioni è importante.
Una presenza per accrescere la propria immagine?
La risposta, in questo caso, è un’altra, di natura diversa: si vuole documentare un impegno innanzi tutto. E la comunicazione è innanzi tutto informazione, descrizione di buone prassi, racconti di esperienza.

Il palinsesto delle iniziative è molto vasto e sono presenti realtà pubbliche e private con grandi progetti: suggeriamo al lettore la visita di alcuni siti interessanti.

Quale è lo scenario reale in cui si pone COP26?
Tanti appuntamenti nel tempo, conferenze e persino l’Agenda 2030 non sono bastati a fermare la corsa alla emissione di Anidride Carbonica.

Il disagio attuale nel vedere non realizzate le pianificazioni per la riduzione della CO2 e lo sconcerto generato dal clima ormai non più impazzito, ma decisamente in via di consolidamento al peggio, un po’ dappertutto e non solo nel nostro paese, è frutto di tensioni nel mondo:

  • alcuni stanno operando alla grande con l’impegno di molte risorse economiche e sociali;
  • altri stanno camminando in totale sbando, il più delle volte per povertà, e per aver subito da parte di nazioni ricche, guai non più rimediabili (Africa- Amazzonia-Calotte polari, ecc.);
  • non va scordato il passo indietro di TRUMP sulle questioni climatiche.

E’ la ragione per cui COP26 questa volta non può fare auspici, deve fissare un calendario stringente per tutto e nel contempo organizzare le risorse da mettere in campo per la riuscita di un progetto fissato con una data limite.
Del non ritorno si può riflettere, ma non si può essere superficiali e vivere danzando sul Titanic mentre si va a sbattere.
Lo stesso piano Draghi (PNRR) è concepito per buona parte per avviare questo cambiamento su cui l’Europa intera è impegnata.

Infine occorre consapevolezza.

Vi saranno sempre le illegalità dei distruttori di turno, legati alla malavita ed a politici ed imprenditori che scelgono di aggirare ogni regola, ogni indicazione, ogni buona prassi.
COP26 pone una programmazione per tutti pratica e recepibile da ogni nazione, impresa, e cittadino del mondo.
La Buona Politica e la Buona Economia possono ripartire da qui: COP26: la ripartenza.

Buone informazioni da:
www.rinnovabili.it
www.wired.it
www.cnrit
www.mite.gov.it
www.events-economist.com
www.hitachi.com
www.nationalgrid.com
www.all4climate2021.org

Bruno Calchera
Direttore Responsabile


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