Comunicazione orizzontale e verticale

Il punto del Direttore

 

 

Vale la pena di soffermarci un istante e riflettere sulla comunicazione, cercando di identificare come comunicare e a chi.

Spesso la comunicazione entra in una sorta di confusione subendo i media più che scegliendoli.

I social sono entrati nel costume quotidiano perché intrecciati alle notizie di persone che ci parlano di prodotti, servizi, opportunità in modo semplice e poco costoso.

I social spesso hanno sostituito le grandi campagne informative della stessa televisione e dei giornali. Così il numero dei contatti ed il costo la fanno da padroni.

E’ pur vero che respirando un clima culturale sempre meno teso all’approfondimento a vantaggio della rapidità, tutti gli altri media risultano obsoleti. Padronanza del digitale!!

Compreso lo stesso sito internet, visto unicamente da chi è sprovvisto assolutamente di notizie di una impresa o per una informazione da cercare prima di ogni contatto diretto.

Guai a sottovalutare i contatti utili nei social – Trump ne sa qualcosa e ora molti attendono parole chiare da lui per capire il suo pensiero.

Il grande vantaggio dei social è la velocità nel dare un messaggio subito recepito, un messaggio breve. Il lavoro che il comunicatore deve fare è un annuncio, una breve spiegazione.  Poi il passaggio alla integrazione dei sistemi: da Twitter a Instagram a Youtube, LinkedIn con le diverse sovrapposizioni ad altre notizie.

Questo breve panorama volutamente molto generale e probabilmente ricco di lacune anche importanti serve per introdurci alla Comunicazione Verticale.

Quella che raggiunge in modo diretto target specifici. E’ la comunicazione che non vuole andare a tutti ma solo ad alcuni che sono stati scelti prima. Messaggi utili e necessari solo per alcuni.

Anche la comunicazione verticale si avvale dei social, però tende ad avviare il messaggio con criteri selezionati.

La comunicazione verticale permette – se il media non è solo un tweet !! – attraverso i canali tv specializzati e i mezzi (web o cartacei) una conoscenza, un approfondimento: è una comunicazione dei perché e dei fatti. Una informazione ragionata e non d’impulso.

Senza integrazione tra Comunicazione Generalista, interpersonale, diffusa, social-dipendente e Informazione Verticale, destinata a attivare la ragione per conoscere di più, ognuno di noi resta prigioniero di un sistema mediale che alla fine lo impoverirà intellettualmente.

Non ci si può accontentare di un titolo sui social per dare un giudizio.

L’uomo naturalmente è domanda, di tutto, è curioso. L’imprevisto lo deve trovare preparato.

Chi vive di rapida reattività e vuole la superficialità senza tanti approfondimenti troverà nella informazione verticale una inutile perdita di tempo: senza un pensiero approfondito il potere attraverso la comunicazione la farà sempre da padrone.

Noi siamo convinti, in questo tempo, che l’esigenza di ragionevolezza e di comprensione sia particolarmente necessaria.

Abbiamo la grande occasione attraverso tutti i media di conoscere: ora tocca a noi sia la curiosità sia il desiderio di approfondire per costruire, di sapere e, … sapendo, decidere. Giudicare tutto!

 

Bruno Calchera

 

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