Il punto del direttore

E’ una domanda che bisogna porsi sempre quando si è editori di Mezzi che raccontano la sostenibilità. Una riflessione sul proprio operare non è mai un esercizio inutile.
La ragione della domanda è dettata dal contesto.
In questo periodo la parola è sulla bocca di tutti: nella politica in modo quasi esagerato, con contorni spesso differenti (ambiente, ecologia, salute sociale, inclusione).
Nella economia come sinonimo di innovazione.
Il Presidente Draghi l’ha posta al centro della sua relazione come il punto più avanzato del Recovery Plan.
La si vede nella pubblicità: una grande azienda come Quadratum, l’ha posto nel head line della propria comunicazione pubblicitaria, un fatto che accade sempre più frequentemente.
Negli Spot TV è la parola chiave, vi sono poi persino spazi TV dedicati alla Sostenibilità, pensiamo a SKY Sostenibile.
Le domande che sorgono sono almeno due:
E’ davvero chiaro che questo termine ha un significato che tutti comprendono?
E’ sufficiente dichiarare che si è sostenibili senza spiegare il perché?

Pochi chiedono: perché sei sostenibile? Cosa hai fatto per divenire sostenibile? Quale documentazione mi offri?

Ce lo chiediamo da quando siamo nati.
Noi di CSRoggi, abbiamo posto come ragione della nostra attività proprio la risposta a queste domande: documentando con esempi, con le testimonianze, i fatti, le esperienze consolidate ed iniziali così come emergevano nell’economia del nostro paese.
L’Agenda ONU 2030 presenta 17 Goals che indicano obiettivi e caratteri di questo processo verso un cambiamento che richiede il pianeta per sopravvivere: non è unicamente un tema che tocca l’ambiente ed il clima, ma si dilata in diversi settori della nostra vita.
Vediamo, incontrando – ora nel modo possibile – aziende, fondazioni ed enti della PA, che molti ci provano a fornire queste ragioni e per farlo usano un Bilancio Sociale o una Dichiarazione Non Finanziaria allegata al Bilancio.
Un malloppo di 100 o 200 pagine di Reportistica, postata sul sito, spesso difficilmente utilizzabile per sapere.
Il riferimento per lo più è all’anno passato – che è una gran cosa – mancano spesso progetti e programmi del presente

E’ il senso del nostro operare: divulgare e facilitare la conoscenza.
Non è facile raccontare in poche pagine l’avventura dello sviluppo sostenibile che viene dal passato e che oggi prende forma in modo molto dettagliato.
Il nostro impegno da sei anni è questo lavoro di sintesi, di sottolineatura, di cesura tra passato e presente.

Ci siamo proposti sul mercato per raccontare come si sviluppa la sostenibilità nei diversi settori della nostra economia.
Riteniamo infatti che l’esperienza sia la madre della conoscenza.
Infatti attraverso la testimonianza accadono fatti imprevedibili: la conoscenza dell’agire di un altro è fattore di incoraggiamento, di suggerimento, di verifica della propria visione, della propria attività. Soprattutto tra concorrenti questa osservazione è basilare per incrementare la propria reputazione.
Documentare è innalzare il livello della consapevolezza sul senso della Sostenibilità che entrerà nella nostra Costituzione, portando con sé tutto il valore del suo significato.
Non sarà una idea inchiodata all’ambientalismo, ma una linea metodologica da seguire per lasciare alle giovani generazioni un mondo più umanizzato.
Sarà l’alveo dell’innovazione, e ogni cambiamento troverà lì un punto di riferimento.

Questa è’ ancora la ragione della nostra perseveranza nel nostro lavoro con i mezzi che ci possiamo permettere.
Vorremmo aprirci ad altre e nuove vie: lo faremo certamente quando i nostri partner, coloro che già collaborano con noi, ci daranno un ulteriore incoraggiamento per imboccare nuove strade , e sostenendoci, ci apriranno alla possibilità di verificare Nuovi Media di comunicazione che conosciamo per raggiungere un pubblico sempre più vasto.
Per aprire il vaso di Pandora della Sostenibilità, che contiene significati, visioni, opportunità e positiva consapevolezza occorre un grande lavoro, molte risorse, e competenze e la collaborazione di molti.
La via del tecnicismo, del “parlarsi tra di noi” oggi non conta più.

Bruno Calchera
Direttore Responsabile

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