Bimbi in ufficio, una festa contagiosa

Bello, divertente, un momento di gioia da ripetere, un sogno. chi ha vissuto l’esperienza di «Bimbi in ufficio con mamma e papà» — la festa del 27 maggio promossa da 22 anni da Corriere della Sera/Corriere Economia, grazie alla quale le aziende aprono le porte ai figli dei dipendenti — ne parla con entusiasmo, usando questi termini. «È stato divertente vedere i nostri bambini e ragazzi curiosare tra le scrivanie. Ora sanno a cosa ci dedichiamo quando non siamo con loro», precisa Gianluca Bosisio, direttore generale di Banca Mediolanum. «L’allegria ha contagiato tutti. Ci è sembrato di stare in altro posto. Gli animatori? Un gruppo di genitori volontari che si sono cimentati nel laboratorio culinario mani in pasta e in altre attività» spiega Alessandra Stasi, responsabile sviluppo organizzativo di Barilla. «Essere al lavoro con i propri figli è un modo per vivere il lavoro in maniera più partecipata e consapevole e, perché no, conoscere i colleghi sotto un’altra luce» commenta Maria Laura Cantarelli, direttore della comunicazione di Nexive.

I numeri
Il kids day in azienda riscuote un grande successo. Non a caso quest’anno hanno aderito oltre 270 tra aziende, enti, associazioni e studi professionali, battendo il record di iscrizioni del 2015 che si è chiuso con 205 partecipanti. Addirittura in Equitalia, alla sua prima edizione, il numero dei minori accolti e dei genitori accompagnatori è stato superiore a quello previsto. «L’adesione a questa iniziativa è sempre elevata. Ci vede da sempre felici di permettere ai figli dei dipendenti di scorrazzare in tutta libertà tra le scrivanie» sottolinea Andrea Fascetti, direttore risorse umane di Seat Pagine Gialle e Italiaonline.

Per rendere indimenticabile la giornata si organizzano giochi di ogni genere a misura di baby-ospiti: Carlson Wagonlit ha realizzato una sorta di «viaggio a Rio 2016» per sensibilizzare i piccoli sui valori dello sport, Camera di Commercio di Milano ha proposto uno spettacolo di burattini e magia, Banca Carife ha fatto «lavorare» i minori con album e pennarelli e Cinecittà World ha mostrato backstage, camerini e set. Mentre il laboratorio sul riciclo è stato il format dell’intrattenimento alla Provincia di Nuoro e in Chep (alla sua quinta edizione), i pupazzi sono stati i protagonisti nelle sale dello studio legale Freshfield Bruckhaus Deringer a Milano (a Roma si ripete il 10 giugno), da Metro C mini-creativi si sono cimentati nella stesura di un elaborato su metropolitana e città. Ma alcuni under 14 devono ancora pazientare un attimo prima di incontrare i colleghi di mamma e papà, perché per questioni di agenda alcune imprese hanno deciso di posticipare il varco dei tornelli a giugno, se non addirittura in settembre (come Aler Milano) oppure in ottobre (è il caso di Freudenberg).

L’esperienza
«Nelle nostre tre passate edizioni l’evento si è svolto a maggio, ma quest’anno la data ha coinciso con altri impegni organizzativi interni — afferma Bernardo Codarri, direttore del personale di Boehler Uddeholm Italia — di conseguenza abbiamo scelto di dare appuntamento all’11 giugno. Per l’occasione accogliamo non solo i dipendenti di Milano, ma anche gli impiegati e i collaboratori fuori sede, provenienti da Torino e Brescia». Tra chi apre le danze del family day postumo c’è Conform: l’1 giugno alla Biblioteca De Amicis a Genova sono previste letture animate e non solo. All’incontro sono invitati tutti i bambini, non soltanto i figli dei dipendenti. A seguire Lextel e Visura il 3 giugno hanno studiato i giochi con impiegati che a turno diventano animatori. II 9 giugno è la volta di Bnl e Business Partner Italia con la «EduCare Scuola» per apprendere i concetti base dell’economia e anche di Citi. Fme Education, Codognotto, Compass Group hanno preferito come data rispettivamente il 10,11 e 16 giugno. Ad allargare il family day all’estero ci pensa Yoox Net-a Porter Group che in Italia festeggia il 24 giugno, ma vuole anche estendere il progetto alle altre sedi internazionali. E Dada, habitué della manifestazione da 9 anni, ha esportato «Bimbi in ufficio», inserendolo nelle sedi di Barcellona e Lisbona.

di Paola Caruso

(da Corriere Economia del 30mag2016)

I partecipanti

aziendebimbiinufficio

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