Banca Mediolanum, la persona al centro

L’identità di Banca Medio­lanum sta tutta nel mot­to “La banca costruita intorno a te”, dove con “te”, precisano negli uffici centrali della banca di Basiglio, si inten­de la persona. Un concetto ben sintetizzato anche dal cerchio che è diventato il simbolo della banca fondata da Ennio Doris e rappresenta la centralità del cliente.

«Abbiamo deciso di riportare in apertura del bilancio di so­stenibilità – dichiara Gianluca Randazzo, Responsabile Corpo­rate Social Responsibility – una frase del Presidente che ben sintetizza il nostro essere: “Sia­mo una banca di persone per le persone”. Siamo un’azienda di servizi che mette al centro della propria attività la persona. Non mi riferisco solo ai clienti, ma a tutti gli stakeholder. Perché ogni stakeholder è, prima di tutto, una persona».

Gianluca Randazzo

Che cos’è la sostenibilità per il Gruppo bancario Me­diolanum?
«È l’identità stessa dell’azien­da, che è basata su quattro va­lori fondamentali: libertà, inno­vazione, relazione e impegno. Sono valori importanti, che ci orientano nel comportamento e, soprattutto, sono valori mi­surabili. La libertà, per esem­pio, che si estrinseca nel fat­to che le persone sono libere di entrare in contatto con noi come e quando vogliono gra­zie alla multicanalità di acces­so che passa dall’incontro con il consulente finanziario, il Fa­mily Banker, per le questioni che riguardano il patrimonio e la pianificazione del risparmio famigliare, al banking center per l’operatività quotidiana che, con una squadra di oltre 500 persone, risponde al tele­fono con tempi di attesa direi nulli, passando dal sito online a soluzioni più avanzate al pas­so con i tempi quali l’app per smartphone e tablet. Soprat­tutto, pensiamo che il concetto di sostenibilità debba andare a braccetto con quello di fare bene, prima di tutto, il proprio mestiere. Siamo una banca e ri­teniamo sia un dovere nei con­fronti dei clienti che ci hanno affidato i loro risparmi essere solidi e stabili. Il nostro indi­ce di solidità è molto più alto di quello richiesto dalla Banca Centrale».

Per voi la sostenibilità è dunque una parte integrante dell’attività aziendale…
«Sì, è così. I nostri prodotti fi­nanziari nascono da sempre da focus che tengono conto delle esigenze delle persone, anche dal punto di vista sostenibile. Ne è un esempio il fondo Com­promiso lanciato in Spagna, che prevede che le commissioni di performance siano dedica­te al sostegno di ONG o asso­ciazioni locali. Anche in Italia abbiamo reso disponibile per i nostri clienti un fondo Socially Responsible. Un altro esempio, è il sistema di microcredito so­ciale sviluppato in Italia e in cui crediamo moltissimo. Abbiamo messo a disposizione un pla­fond rotativo di 950mila euro e abbiamo stretto accordi, al momento, con cinque associa­zioni territoriali che, attraverso i gruppi di ascolto della Caritas locale, identificano le persone non bancabili – cioè che non possono più ricevere prestiti – e affiancano loro ex bancari che le aiutino a riorganizzarsi e a comprendere come gestire il problema, anche attingen­do al sostegno economico che noi mettiamo a disposizione. Grazie a un lavoro continuo, spesso e volentieri queste per­sone riescono a rientrare nella gestione economica naturale e quindi a risolvere i loro pro­blemi. Sono solo degli esempi, questi, utili a mostrare quale sia il modello del Gruppo bancario Mediolanum, basato sull’idea che dobbiamo agire in modo responsabile. Un’attività che ri­chiede sensibilità, attenzione e preparazione da parte di tutti».

Da questo punto di vista, quanto investite sulla forma­zione dei vostri dipendenti e su quella dei più stretti colla­boratori?
«Molto. Per riuscire a lavora­re responsabilmente bisogna essere preparati su più livelli: dal punto di vista della compe­tenza, della conoscenza della materia, e da quello dei valori dell’azienda, che devono esse­re il punto fermo, quello che ti tiene stabile nel tempo e ti difende dalle eventualità che possono derivare dalle fluttua­zioni del mercato. Fare forma­zione per noi è fondamentale, addirittura determinante. Nel 2008 è nata Mediolanum Cor­porate University, il centro di formazione permanente per diffondere la cultura d’impresa attraverso corsi erogati in Sede per i dipendenti e i consulen­ti finanziari ed eventi formativi sul territorio per una platea più estesa per condividere i valori in cui la banca crede con gli even­ti “Centodieci”, piattaforma e format dedicati all’erogazio­ne di valore con contenuti che spaziano dall’innovazione alla responsabilità sociale, dall’ar­te all’educazione finanziaria e con relatori d’eccezione come Simona Atzori e Patch Adams. Tra i temi trattati il mondo della sostenibilità occupa una parte di questo percorso soprattutto nel master dedicato alla rete di vendita. Nel 2017 abbiamo or­ganizzato circa 740mila ore di formazione con la partecipazio­ne di oltre 7900 persone».

Come comunicate quello che fate nel settore sosteni­bilità?
«Comunicare questo tipo di at­tività non è sempre facile. Ban­ca Mediolanum, nel realizzare il bilancio di sostenibilità, ha adottato uno stile abbastanza identificativo caratterizzato da una forte connotazione grafica con numeri e infografica frutto di un’immagine coordinata. Un “cammino” che si ritrova anche nelle aree comuni della Sede, una forma di comunicazione in­terna che permette alle persone che lavorano nel gruppo di sen­tirsi protagoniste di un percor­so comune. Il bilancio ha una doppia veste, cartacea e web, con versioni in italiano, inglese e spagnolo, perché in Spagna l’attenzione verso la sostenibili­tà è alta. Inoltre è stato scelto di realizzare anche un video che in poco più di un minuto racconta cosa vuol dire essere sostenibili per Banca Mediolanum».

Tutto questo lo fate come banca. Poi c’è l’attività di Fondazione Mediolanum Onlus…
«Fondazione Mediolanum Onlus – costituita nel 2002 e divenuta Onlus nel 2012 – dal 2005 si occupa di infanzia in condizione di disagio. I bam­bini sono la parte più debole della società e sono i futu­ri adulti che vorremmo liberi domani. Interveniamo anche all’estero: fino ad ora abbia­mo aiutato 66mila bambini in Italia e in altri 46 paesi nel mondo. Abbiamo erogato, dal 2005 a oggi oltre 11 milioni e 600mila euro, sostenendo 386 progetti. La nostra è una onlus di secondo livello: raccogliamo fondi per sostenere progetti di altri soggetti no profit. Ope­riamo una selezione oggettiva dei nostri partner: devono esi­stere da almeno tre anni, de­vono avere i bilanci certificati e positivi, devono permettere di verificare come vengono usati i nostri soldi. Il Gruppo bancario Mediolanum sostiene la fondazione con una libera­lità annua, il resto è frutto del lavoro di Fondazione Mediola­num onlus che si sostiene con le donazioni. L’anno scorso sono stati raccolti 1,9 milioni di euro e distribuiti oltre 1,69 mln. Lavorare per la onlus mi restituisce un valore enorme: quando vai a dormire la sera sai che hai contribuito a mi­gliorare la vita di bambini dav­vero bisognosi. Sono cose che non hanno prezzo, come ci ricorda il presidente esecutivo della fondazione, Sara Doris, che di riflesso ci spinge a fare sempre di più».

Qual è il futuro dell’impe­gno di Mediolanum nell’am­bito della responsabilità so­ciale?
«Il nostro primo obiettivo è quello di proseguire nella con­tinuità. Penso che tutto sia riconducibile all’etimo della parola responsabilità: “impe­gnarsi a rispondere, a qualcu­no o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano”. A tal pro­posito c’è un piccolo aned­doto che racconto quando spiego ai clienti che cosa sia Banca Mediolanum. La nostra attenzione alla sostenibilità ri­sale addirittura agli inizi degli anni ’80, quando il presiden­te Doris faceva il promotore finanziario in un’altra azien­da e andando da un cliente si rese conto di non riuscire a fare il lavoro cui davvero aspi­rava e cioè di essere utile alle persone prendendosi cura in toto del loro risparmio. “Sa che cosa le sto dando? – dice il cliente – Questi dieci milioni rappresentano la mia vita. Tut­ti i miei soldi sono qui dentro, se accade qualche cosa a me, accade a me e alla mia fami­glia”. E fa vedere le mani a Do­ris, con tutti i calli, segno del suo lavoro da falegname. Da qui il presidente matura una riflessione, ossia che se avesse avuto la possibilità di vendere anche un prodotto assicura­tivo sarebbe riuscito anche a “tutelare” il futuro di questa famiglia. E così qualche anno dopo, nel 1982, fondò Pro­gramma Italia, che nel 1997 diventò Banca Mediolanum, nata con l’intenzione di dare una risposta a quella riflessio­ne e di creare un‘Azienda che ponesse al centro il cliente, la persona».

di Luca Palestra

(da CSRoggi Magazine, anno 3, n.2, Marzo 2018, pag. 14)

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