Nei paesi in cui operiamo aumentano i casi di contagio da Coronavirus: è un rischio enorme per popolazioni già provate da povertà, fame, conflitti, che non possono contare su un sistema sanitario efficiente, come in Siria dove un ospedale su tre è stato distrutto e mancano personale e strumenti per contrastare un’eventuale diffusione del virus.

Anche la prevenzione è complessa, basti pensare all’impossibilità di isolamento in una baraccopoli come Kibera in Kenya.

Ma AVSI resta sul terreno e crea nuove soluzioni: lo raccontiamo su www.avsi.org con aggiornamenti costanti, su Facebook e sulla stampa. Lo facciamo perché i messaggi che riceviamo da volontari, donatori, sostenitori a distanza, insegnanti ci dimostrano che è vivo il desiderio di rimanere solidali gli uni con gli altri, anche quando è il nostro paese, l’Italia, tra i più vulnerabili.

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