Il 1° Gennaio 2022, nella celebrazione della 55^ Giornata della Pace, Papa Francesco ha ricordato che si deve attivare un’ ‘artigianato della pace’ che coinvolge le persone come singoli e con responsabilità personaleL’artigiano traduce la sua arte in mestiere e quindi realizza, con le sue mani, ciò che ha pensatoC’è bisogno di realizzare la pace e non di auspicarla.

Il Vescovo di Milano, mons Delpini, nella celebrazione del patrono S.Ambrogio, ha detto che le persone “serie ed oneste” sono “artigiani del bene comune”. E’ affermazione molto ancorata al concetto del ‘fare bene’ il bene comune ed è forte ed anticiclica (oggi si dice ‘disruptive’) perché disturba la beatificazione dei buoni e valorizza le persone normali per i risultati che ottengono: “ho fatto quello che ho potuto, ho fatto quello che dovevo fare”.

L’artigiano si organizza in azienda ecome la famigliasviluppa ascolto e relazione. Oggi si dice che è attento alla relazione empatica ed informativa (‘briefing’) del cliente e con lui costruisce il prodotto-servizio. L’artigiano profila il bene-servizio su misura (oggi si dice ‘taylored’) per il cliente. Il ‘bene comune’ si costruisce sviluppando e trasformando le risorse scarse a disposizione e i veri “artigiani non navigano nell’oro” e “pretendono un giusto compenso”, non sono “i rampanti dell’euro” e sanno che ciò che fanno è frutto delle loro mani e della loro creatività che gestiscono con oculatezza e attenzione. Non sono artisti “genio e sregolatezza” ,ma sempre più “razionalità creativa e attenti alle regole del sostenibile”.

L’artigiano ha un valore sociale storico e  intrinseco che deriva da alcune componenti di successo e di differenziale competitivo insite nella sua formula imprenditoriale antica e medioevale, quando le corporazioni erano la base della società.

Le sue performance artistico-manuali hanno un valore sociale che incrementa il patrimonio famigliare o di un numero di operatori che si arricchiscono di know-how di alta qualità e che fanno il differenziale rispetto alla produzione massificata. Questo è ‘bene comune’. Leggono i bisogni dei cittadini-clienti dei territori-comunità (‘capitale sociale’) e offrono un valore educativo ai propri collaboratori. Una prossimità fra  l’artigiano (maestro) e i dipendenti, una deontologia professionale sviluppata tramite ‘arti e mestieri’ e una solidarietà che è componente di valore aggiunto nello scambio retributivo con i dipendenti. Nella relazione, ascoltano e rispondono, cercando di capire e usando la lingua del risultato e non del millantato. Si pensi a quanti artigiani sono figli delle terre del sole e dei fiumi che ormai svolgono servizi indispensabili per la vita e per il bene di tutti. Oggi il bene comune non è un bene indistinto, ma un bene che veste le persone con gli abiti adeguati alle circostanze.

Oggi, in Italia, ci sono circa un milione e 400 mila aziende artigiane, quasi tutte microimprese formate da meno di 10 dipendenti. Sono piccoli imprenditori che sanno mettere  insieme l’arte ed il mestiere, la manualità e l’esperienza dei grandi mastri di bottega del passato con le nuove tecnologie digitali e i nuovi mezzi di comunicazione e di marketing a disposizione.

Il lavoro artigiano è rappresentato  da una forma di lavoro immediato (‘hic et nunc’) in cui l’occhio , la mano, la volontà, la professionalità di raggiungere uno scopo, il senso ed il piacere del materiale e delle risorse utilizzate, la trasformazione integrata delle risorse tangibili ed intangibili a disposizione, la fantasia ed in definitiva la capacità di dare una forma alla materia ed all’ingegno stimolano una costante propensione alla creatività.

Il lavoro dell’artigiano consente di mantenere la creatività del pensiero e riduce la spinta all’uniformità ed alla standardizzazione dei comportamenti produttivi di beni e servizi ed è estesa anche ai modelli di vita e di consumo che caratterizzano la moderna civiltà industriale. E’ dare un senso positivo al lavoro. Queste due alte citazioni sull’artigiano inducono ad un titolo positivo ed impegnativo che sottolinea la sacralità del mestiere! Si direbbe ‘endorsement’; è invece riconoscimento: ‘Artigiano santo’, sempre!

di Giorgio Fiorentini
Università Bocconi

(da Impresa Sociale & Altro Profitto)


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