A Milano, quartiere Bovisa, nel corso della “ReNewHack” un “hackathon” sull’energia solare organizzato da Eni in collaborazione con Maker Faire Rome, Codemotion e IBM e andato in scena nella cornice del PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano. All’appello hanno risposto una pattuglia di sessanta partecipanti, arrivati nell’Arena della Bovisa armati di stampanti 3D, sensori, schede Arduino, martelli, cacciaviti, colla, silicone (tanto silicone), computer, smartphone rigorosamente Android, cuscini e sacchi a pelo.

Com’è andata e cos’hanno inventato, lo scoprirete qui sotto…

“Quando il glorioso sole diventerà il nostro servo ubbidiente, pace e armonia si diffonderanno sulla Terra”. E’ il 1905 quando Nikola Tesla pronuncia questa frase considerata allora, poco più che l’uscita dissennata di un folle. Solo oggi ci si è resi conto di quanto profetiche fossero quelle parole. Il sole non solo è diventato un servo abbastanza ubbidiente – vedi il boom delle rinnovabili in Europa, con il solare in testa – ma di recente ha anche acconsentito a farsi “hackerare”.

Si, avete letto bene. E’ accaduto a Milano, quartiere Bovisa, in un evento che ha quanto meno dell’insolito. L’occasione è stata “ReNewHack” un “hackathon” sull’energia solare organizzato da Eni in collaborazione con Maker Faire Rome, Codemotion e IBM e andato in scena in una due giorni non-stop di inizio estate nella cornice del PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano.

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Guarda il video dei tre progetti vincitori

 

(da Eniday news del 24 giugno 2016)

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