A loro non lo diciamo

L’uomo della strada

 

 

Come tutti ormai sappiamo, quest’anno le grandi aziende con un certo fatturato, con un certo numero di dipendenti, tendenzialmente quotate in borsa, hanno l’obbligo di presentare, assieme al bilancio tradizionale, anche un bilancio sociale. Cioè devono dire, ufficialmente, come e quanto investono del loro fatturato per operazioni che vadano nella direzione della Sostenibilità.

Parecchie di queste aziende redigono questo bilancio sociale da alcuni anni. E molte realizzano un tomo bello, curato e ponderoso. E poi cosa ne fanno?

Ho partecipato ad un incontro in cui una agenzia ha cercato di capire, attraverso un sondaggio, come questo bel libro venisse poi utilizzato.

Tra i tanti indici, percentuali e numeri che si riferivano ai vari target coinvolti, mi ha stupito un dato.

Tale interessante documento, il bilancio sociale, veniva dato ai principali clienti, ai principali stakeholders, alle più importanti autorità … e via dicendo. Lo scopo evidente era che si parlasse, che si facesse opinione e quindi si creasse una immagine positiva dell’azienda in questi gruppi di importanti interlocutori.

Ma il numero che mi ha colpito era: di questo bilancio sociale veniva a conoscenza solo il 7% dei dipendenti dell’azienda stessa.

Ma come! Fai una cosa che parla di come realizzi cose belle e non lo dici a coloro che ti hanno aiutato a realizzare queste belle cose? A loro non lo diciamo!

Mi sembra una cosa sgradevole. E poi mi sembra anche una cosa poco furba.

Visto che ti interessa diffondere queste notizie, hai idea di quanto sia potente il “medium” del passa parola ? Hai mai fatto il conto di quante persone incontra un tuo collaboratore in una giornata, in una settimana, in un mese? E pensa allora, se lo informi in maniera opportuna, quanto può essere efficace il suo “story telling” (che adesso è tanto di moda).

Responsabili della comunicazione aziendale, fatevi due conti e qualche riflessione. E fate in modo che il prossimo sondaggio ci possa presentare un numero più alto di fianco alla voce “collaboratori informati”.

 

di Ugo Canonici

 

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