Lo studio “Alla ricerca del Sense of Purpose”, realizzato da BDO Italia in partnership con Nextea/ Altea Federation e con il supporto di Asvis e i patrocini di impronta Etica, ANDAF e Forum per la Finanza Sostenibile, è una metodologia di analisi finalizzata a rilevare l’attuale impegno delle aziende del FTSE Mib verso uno sviluppo integrale – economico, sociale, politico, istituzionale, culturale e ambientale – accompagnato dall’utilizzo di nuove tecnologie dirompenti.

Esso si pone uno scopo ambizioso: quello di rivalutare la “ragion d’essere” (il purpose, appunto) delle organizzazioni, ovvero quel sistema di valori che guida e orienta la definizione delle strategie e degli obiettivi specifici da mettere in atto per raggiungerli.

Oggi più che mai esiste una profonda consapevolezza che le imprese, soprattutto quelle più grandi, ricoprono un ruolo non solo funzionale, ma sistemico. In particolare, intrattengono relazioni co-evolutive non solo con attori appartenenti all’ambito dei propri settori Industriali di riferimento, ma anche con la società tutta, nel senso più ampio e nella sua complessità politica, istituzionale, sociale, tecnologica e culturale, così come con la natura e con le singole persone. E’ da questo processo di co-evoluzione che bisogna partire per costruire un nuovo modello di sviluppo che coniughi, in modo concreto e non meramente retorico, la dimensione economica, sociale, politica, istituzionale, culturale, ambientale e tecnologica.
Questa responsabilità è amplificata dall’attuale crisi che stiamo vivendo.

IL CAMPIONE DI ANALISI E LA METODOLOGIA
Abbiamo scelto di condurre l’analisi sulle 40 imprese dell’indice FTSE in quanto attori economici di notevole impatto nell’attuale scenario di mercato.
Sono state raccolte le informazioni rese pubblicamente disponibili dalle imprese, integrate da interviste ai protagonisti diretti. Si è, quindi, proceduto con l’analisi quali-quantitativa dei dati a disposizione andandoli a classificare lungo due dimensioni, differenti ma interconnesse, che possono essere implementate, valutate e tradotte in pratiche concrete, creando un indirizzo organizzativo che va oltre la sostenibilità e la tecnologia:

  • il Sense of Purpose (di seguito SOP) esplicita il ruolo dell’azienda nell’evoluzione della società e identifica come l’azienda assiste persone, organizzazioni, società e nazioni nell’affrontare le sfide per la sostenibilità rendendoli più resilienti ed evitando, o minimizzando, gli impatti negativi. L’indice SOP risulta dall’aggregazione di una varietà di fattori riguardanti la capacità dell’impresa di interpretare un ruolo progettuale e responsabile rispetto al proprio eco-sistema di riferimento e include dimensioni economiche, di business, culturali, sociali, ambientali e politico-istituzionali;
  • l’Esponenzialità (di seguito EXO), concetto allineato al modello di Singularity University, sintetizza le componenti strategiche, tecnologiche e organizzative necessarie per accompagnare l’azienda in un percorso genuinamente innovativo e orientato al futuro. Si tratta di un percorso ideale di crescita e sviluppo dell’impresa perseguito utilizzando in modo esteso e precoce le nuove opportunità tecnologiche e integrandole con innovazioni organizzative radicali, in un approccio che è al tempo stesso tecnologicamente avanzato, ma fortemente centrato sull’uomo.

La combinazione tra “Sense of Purpose” ed “Esponenzialità” consente di configurare una nuova idea di sviluppo sostenibile dallo sguardo ampio: ovvero un “Massive Transformative Purpose” (di seguito MTP) una trasformazione radicale e dirompente che va oltre la sostenibilità vista come idealismo e ben oltre la trasformazione digitale legata alla tecnocrazia.

Lo schema di analisi ha individuato numerosi item specifici che compongono i due concetti generali (33 items per l’indice SOP e 52 per l’indice EXO). Sono state inoltre distinte, per ogni item, una dimensione chiamata “ampiezza” (che riguarda la numerosità e la varietà delle iniziative per ciascun item) e una dimensione chiamata “profondità” (che riguarda l’efficacia delle iniziative, il loro impatto interno e/o esterno, l’entità degli investimenti e degli impegni).
I dati raccolti hanno informato un processo di valutazione per ciascun item che, attraverso un’attività di ponderazione, ha portato alla costruzione dei due indici complessivi per ciascuna impresa.

I RISULTATI GENERALI: VISIONE D’INSIEME
Come si evince dal grafico riprodotto qui sotto, la grande maggioranza delle imprese è inquadrabile in un profilo generale denominato “IDEALISTA”, cioè con un buon livello dell’indice SOP e un basso livello dell’indice EXO.

  1. Vi sono tuttavia alcune imprese inquadrabili nel profilo “ATTENDISTA”, cioè con un livello basso sia per riguarda l’indice SOP, sia per quel che riguarda l’indice EXO.
  1. Non vi sono casi di imprese il cui indice EXO è medio-alto. In generale si registra un significativo ritardo, tra le imprese del campione, per quanto riguarda il percorso di “esponenzializzazione”.
  2. Pur riscontrando un buon numero di imprese con un indice SOP medio o medio-alto, vi sono comunque ampi margini di miglioramento anche in questa direzione.

Il percorso auspicabile è quello che porta le imprese verso il profilo “EVOLUZIONISTA CONSAPEVOLE”, dove si hanno valori elevati sia sull’indice SOP, sia sull’indice EXO.

QUALCHE DIRETTRICE D’AZIONE
Quali sono le direttrici d’azione che è possibile suggerire alle imprese al fine di avvicinarsi a un profilo di elevato Sense of Purpose ed elevata Esponenzialità?

Sicuramente, uniformarsi al cambiamento non è sufficiente per soddisfare un “purpose” aziendale davvero trasformativo. La capacità risolutiva risiede nell’abilità di comprendere le sfide, accettare la responsabilità rispetto all’eco-sistema di riferimento, comprenderne le necessità per anticipare i bisogni e cogliere le opportunità. Occorrono anche una leadership orientata all’innovazione e capace di interpretare la complessità dell’evoluzione sociale e modelli organizzativi in cui l’utilizzo di trasformazioni digitali, l’investimento nel talento, nella ricerca e nello sviluppo facilita creino un forte senso di responsabilizzazione all’interno di una comunità aperta alle novità.

Servono, infine modelli di relazione e dialogo con gli stakeholder maturi, ovvero fondati su una reale reciprocità e sistematicità di relazione, dove il dialogo continuo e la condivisione delle reciproche esigenze faccia da stimolo all’innovazione e alla cooperazione di lungo termine.

Solo così le aziende saranno in grado di creare un ambiente innovativo basato su una cultura organizzativa orientata alla sperimentazione che permette di produrre nuovi talenti, nuove conoscenze e nuovi metodi per affrontare le sfide del domani.

di Valeria Fazio
Senior Manager Sustainable Innovation di BDO Italia SpA

(da CSRoggi Magazine, anno 5, n.2/3, Maggio/Giugno 2020, pag. 44)

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