A2A, conti record e crescita green. Nel nuovo piano più dividendi ai soci

Milano «Un anno record per i risultati economici e industriali». L’amministratore delegato di A2A Valerio Camerano commenta i risultati 2018: utile netto in crescita del 17% a 344 milioni di euro (il miglior risultato dalla costituzione del gruppo), margine operativo lordo a 1,231 miliardi(+3) e risultato netto ordinario, cioè senza le partite straordinarie, a 438 milioni (+64%).

Camerano e il presidente Giovanni Valotti hanno presentato il piano strategico 2019-2023 che prevede investimenti per 4 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto al piano precedente, di cui 680 milioni in digitalizzazione e innovazione tecnologica. In crescita anche il dividendo: 7 centesimi per azione nel 2018,7,75 centesimi nel 2019, 8 centesimi nel 2020 con crescita annuale almeno pari al 5% per gli anni successivi.

«Su rinnovabili e ambiente il piano è in continuità con il precedente anche se c’è un accelerazione», spiega Camerano. Prosegue il processo di trasformazione del portafoglio di generazione, attraverso nuova capacità da fonte green per oltre 150 MW, spinta sulla riconversione degli impianti termoelettrici sviluppando soluzioni basate sull’economia circolare e valutazione di soluzioni per fronteggiare la crescente domanda di flessibilità del sistema elettrico. Questo non vuol dire però che A2A abbia un particolare «appetito» per le centrali a ciclo combinato, ha precisato Camerano, ma è pronta a considerare eventuali opportunità di consolidamento: «Stiamo valutando con attenzione le opportunità che il mercato genera — ha spiegato—perché si può creare più valore attraverso forme di aggregazione sia dal punto di vista industriale che di mercato. Se arriva un’occasione sul mercato che può determinare il miglioramento di queste due variabili, la guardiamo, com’è il caso di Sorgenia».

Quanto all’interessamento per Ascopiave, Valotti ha spiegato che l’operazione «è in corso di studio. L’interlocuzione con azionisti e management di Verona e Vicenza è partito da un presupposto: non c’è nessuna intenzione di A2A di colonizzare parte o tutte le aziende del Veneto». Il piano prevede anche una nuova sede da 20 mila metri quadrati a Milano entro il 2022, per riunire i 1.500 dipendenti. Il titolo ieri ha perso il 2,61%.

Francesca Basso

(da Corriere della Sera del 4 aprile 2019)
(foto: firstonline.it)

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