Ristoratore di fama, ha deciso di mettere a frutto la sua esperienza fondando World Central Kitchen, un’organizzazione non governativa senza fini di lucro dedicata a fornire pasti sulla scia di disastri naturali.

Attraverso i suoi ristoranti a Washington e Los Angeles Beach ha fatto crescere le tapas negli Stati Uniti, oggi ha deciso di dedicare la sua attenzione a un’impresa sociale che procura cibo per tutti coloro che ne hanno bisogno, con l’intento che nulla vada sprecato. Per Josè Andrés – famoso chef, fondatore di World Central Kitchen, un’organizzazione non governativa senza fini di lucro dedicata a fornire pasti sulla scia di disastri naturali – è importante che sempre più persone sentano l’esigenza di essere protagoniste di un cambiamento capace di migliorare la vita di tutti. In caso di calamità naturale Josè è sempre in prima fila a portare soccorso, lo è stato in modo particolare dopo il passaggio dell’uragano Maria dello scorso anno soprattutto a Porto Rico: la sua squadra, aiutata da tanta gente, ha fornito 3,6 milioni di pasti alle persone di quel posto.

«Il mondo è pieno di cucine»

Ma non si limita solo all’aiuto alimentare. La sua azione, il suo gruppo, in quella occasione è intervenuto anche per sostenere l’agricoltura locale e persino le fonti energetiche.

Dice di sé: «Per molti anni ho sfamato poche persone nei miei ristoranti, ora sto imparando a nutrire molta gente nei posti più disastrati. Per un chef il mondo è pieno di cucine, ognuna è una opportunità per farsi coinvolgere».

La fama, dopo il suo intervento a Porto Rico, è crescita e di lui si sono occupati il Washington Post e il New York Times. Per la stampa l’intervento di Josè e dei suoi amici è un valido intervento di nuovi attori che si affiancano alle strutture umanitarie.

Il World Central Kitchen funziona anche oggi a pieno ritmo per intervenire in atri disastri, quali ad esempio quelli creati dal vulcano Kilauea nelle Hawaii e nella stessa California, nel periodo degli incendi boschivi che hanno colpito più di 550mila acri di terreno. In quest’ultima occasione ha servito più di 50mila pasti ai primi soccorritori e cittadini che si sono trasferiti nei rifugi dopo l’evacuazione.

Andrés ha ricevuto importanti riconoscimenti. I suoi 31 Ristoranti rappresentano a detta di tutti, un modello che mostra una visione e una passione per l’impegno sociale verso i bisognosi: nutrire altre persone è una mission che si aggiunge a quella del suo impegno per la ristorazione.

Quest’esempio ci aiuta a sottolineare l’importanza che hanno tutte le strutture che nutrono in modo diverso la gente come imprese profit: non si tratta solo di dare le eccedenze, ma di concepire proprio l’attività di business come occasione per un impegno anche sociale.

Il ritorno in chiave di reputazione e di immagine che ha avuto Andrés è replicabile ovunque, in particolare per quelle strutture che nelle diverse città hanno più punti di ristorazione.

È una consapevolezza del senso del lavoro che non va mai dimenticata.

 

a cura di Bruno Calchera

 

(da CSRoggi Magazine, anno 4, n.3, Luglio 2019, pag. 28)

 

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