2020: la reputazione al centro dello sviluppo sostenibile

L’Editoriale

 

 

 

E’ la reputazione uno degli obiettivi dei Top Manager nel prossimo anno.

Investimenti, programmazione, Responsabilità Sociale, Crescita ed Innovazione nel Web e nella Economia in genere passa attraverso un incremento della reputazione aziendale.

Crescono le realtà imprenditoriali con alta reputazione.

Un dato incontrovertibile e ampiamente documentato dalla stampa.

Si tratta di Brand che viaggiano a pieni voti e di bilanci che nonostante la crisi crescono negli indicatori fondamentali.

La società ha bisogno della vita di realtà solide e sanno crescere pur nelle difficoltà che sono davanti agli occhi di tutti.

La creatività che è sempre stata fonte di grande innovazione anche se fa i conti con limitate risorse economiche disponibili, normalmente sa camminare leggendo la realtà in modo sempre nuovo, trovando proprio dentro ad essa le risorse per affermarsi e generare nuove soluzioni, vie diverse, condivisioni ed inclusioni spesso mai immaginate.

La reputazione cresce anche così.

L’ambiente, come tema generale, la fa spesso da padrone: ad esempio l’attenzione posta al risparmio energetico accresce la stima di chi opera innovando il proprio processo produttivo.

E’ un tema connesso alla crescita delle persone: si tratta di manager con una visione e di collaboratori che sanno fare squadra e trovano nella azienda o nella istituzione il terreno ideale per crescere in competenza ed in risultati.

Il 2020 ad esempio farà ampia strada alla “Finanza di Valore”

James Clunie del Fondo J.G.A.R. è ottimista sul mercato azionario che va affrontato con selettività. Se Christine Lagarde della BCE guarda con positività a green bond, i fondi etici hanno un grande appeal per tutti gli investitori.

La reputazione è sempre connessa a processi innovativi e alla propensione al cambiamento.

Si possono guardare ai settori economici che hanno manifestato una maggiore sensibilità alla attivazione di linee nuove di operatività che perciò sono cresciute nella reputazione.

Anche CSRoggi vive della crescita della reputazione del suo Brand.

Il recente Convegno del 21 Novembre (che trova nel Magazine un’ampia documentazione) rivela una attenzione particolare al tema della crescita e delle misure della innovazione. Gli interventi dei docenti della Università Cattolica, Prof.a Pais e Prof. Rajola lo documentano ampiamente con esemplificazioni davvero interessanti. Le testimonianze di Manfredi, Cominelli, Razeto, Rava, Torre e Mittino, con Rogate e Ognibeni, hanno raccontato vie innovative nelle loro realtà aziendali e hanno mostrato le ragioni di un possibile sviluppo.

Filippo Bocchi, Direttore della Corporate Social Responsibility  di Hera – l’azienda multiutility di servizi con sede a Bologna e con un fatturato superiore ai 4 miliardi di Euro – così traccia nel nostro servizio su CSRoggi il senso del Valore  Condiviso :  “… si giunge a Creare Valore Condiviso quando le attività di business che generano margini operativi per l’azienda rispondono anche ai driver dell’”agenda globale”, ossia a quelle call to action per il cambiamento verso una crescita sostenibile, indicate dalle politiche a livello mondiale, europeo, nazionale e locale…

Una indicazione di rotta che è ben declinata da Microsoft, attraverso azioni tese all’allargamento della accessibilità per le categorie fragili, che resta il test socialmente più interessante per misurare inclusione e capacità creativa nella società.

Recentemente il Comitato Scientifico di CSRoggi ha indicato le nuove linee di sviluppo che toccano le relazioni tra le persone e gli strumenti più adeguati per raggiungere gli obiettivi editoriali.

Al Convegno “Tecnologia Solidale” del 12 Dicembre a Montecitorio, in cui è stato lanciato il Manifesto per la Sostenibilità Digitale, a CSRoggi è stata riconosciuto, da alcuni relatori, un importante riconoscimento relativo alla adeguatezza della attività editoriale, nel seguire la Sostenibilità nel suo processo di affermazione culturale e sociale.

La nostra reputazione cresce e vive della stima dei lettori.

Un editore si qualifica per la serietà nelle relazioni, per la libertà informativa e la sensibilità nel cogliere la sostenibilità là dove diventa percorso, metodo di lavoro, strumento di conoscenza e di progresso.

Bruno Calchera 
Direttore Responsabile CSRoggi

(da CSRoggi Magazine, anno 4, n.5, Dicembre 2019, pag. 3)

Share this Post!

0 Comment

Send a Comment

Your email address will not be published.