La Sostenibilità nel “Contratto” del nuovo Governo e la dimenticanza del Terzo Settore

 

La lettura del “Contratto” stipulato dal Movimento 5 Stelle e Lega mostra i tanti obiettivi che il nuovo Governo si è dato per questa legislatura. Vi sono infiniti obiettivi, in tutte le aree implicate nel “cambiamento”, altrettante analisi sul cosa non va in Italia: una insistenza quasi maniacale per indicare che tutto è stato fatto male. Vi sono molti impegni: un cambiamento che deve riguardare la vita politica, sociale ed economica del nostro Paese. Non ho visto citata nessuna cosa buona realizzata nel passato, come se fino ad oggi, con governi che hanno preceduto l’attuale, non si fosse fatto nulla di buono.

La nostra è analisi generale e CSRoggi non desidera sostituirsi a coloro che abitualmente seguono la cronaca politica.

Un argomento però è nel DNA di CSRoggi: il tema della Sostenibilità, le relazioni con Il Terzo Settore ed il suo sviluppo, il tema del cambiamento sociale, dell’umanizzazione della economia e del bene sociale.

Così abbiamo registrato che la Sostenibilità, nel testo del Contratto, è citata, insieme alla Economia circolare, solo nel paragrafo dedicato all’ambiente.  Il Titolo, con la parola Sostenibilità, nel capitolo 23 sulla Economia, è pleonastico.

Ci fa piacere che sul terreno dell’ambiente Lega e Cinque Stelle si siano avventurati in un impegno che manifesta interconnessioni, tra rinnovamento dell’ambiente e attenzione allo sviluppo di nuove forme per smaltire i rifiuti. Nell’agenda dell’ONU l’ambiente ha un peso forte. Non si può trattare infatti il rapporto tra Economia e Territorio senza individuare la necessità che molto deve cambiare in tema di rifiuti di ogni genere.

 

Il “Contratto”dimentica  che il tema è soprattutto culturale.

Pare che i cittadini, il popolo si direbbe, non abbia alcuna responsabilità nella devastazione ambientale cui assistiamo. Lo sono le imprese, magari le autorità locali, ma la cultura delle persone ne è esclusa.

Perché nel programma del Ministero della Cultura questo tema non è all’ordine del giorno?

La domanda che ci siamo fatti è: la Sostenibilità è solo un tema ambientale?

Nei talk televisivi, partecipati da maggioranza e opposizione di governo, la Sostenibilità è il cuore di ogni dibattito anche se la parola Sostenibilità non appare mai!

Il “Contratto” non si chiede se il reddito di cittadinanza o la Flat Tax sono sostenibili.

Il tema vero non è rappresentato solo dai soldi in meno o in più che si hanno a disposizione, ma che qualità di vita si genera tra la gente.

Avere 50, 100, 200 euro in più nella saccoccia è buona cosa per chi lavora, per i pensionati, per le categorie fragili, ma la qualità dei servizi statali come cambia?  I trasporti in città come saranno? Roma come i territori devastati da cause naturali, le strade della Sicilia, le Ferrovie, gli aerei di Alitalia o di altri, i servizi, quale natura dovranno avere in una Italia cambiata?

Come implicare i territori ed istituzioni nel processo di riforma?

Come rendere meno irresponsabile ciò di cui ha bisogno la persona?

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Bruno Calchera
Direttore Responsabile CSRoggi

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